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Massimario del Processo Societario

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Art. 13

Contumacia dell'attore e del convenuto; rilevabilità dell'inammissibilità di allegazioni, istanze, istruttorie e produzioni documentali
 

  1. Se l'attore non si costituisce nel termine di cui all'articolo 3, il convenuto, costituendosi nel termine a lui assegnato a norma dell'articolo 5, comma 1, può, nella comparsa di risposta, eccepire l'estinzione del processo e depositare istanza di fissazione dell'udienza; altrimenti, procede a norma dell'articolo 4, comma 2.

  2. Se il convenuto non notifica la comparsa di risposta nel termine stabilito a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera c), ovvero dell'articolo 3, comma 2, l'attore, tempestivamente costituitosi, può notificare al convenuto una nuova memoria a norma dell'articolo 6, ovvero depositare, previa notifica, istanza di fissazione dell'udienza; in quest'ultimo caso i fatti affermati dall'attore, anche quando il convenuto abbia tardivamente notificato la comparsa di costituzione, si intendono non contestati e il tribunale decide sulla domanda in base alla concludenza di questa; se lo ritiene opportuno, il giudice deferisce all'attore giuramento suppletorio.

  3. Se nessuna delle parti si sia costituita nel termine rispettivamente assegnato, l'istanza di fissazione dell'udienza può essere sempre proposta dalla parte che si sia costituita, mediante deposito in cancelleria, unitamente ai propri scritti difensivi e ai documenti offerti in comunicazione. Dell'avvenuto deposito dell'istanza deve essere data notizia mediante atto notificato alle altre parti, le quali possono costituirsi nei dieci giorni successivi, depositando i propri scritti difensivi, i documenti offerti in comunicazione e la nota contenente la formulazione delle rispettive conclusioni. Nei confronti della parte che non si costituisce, si applica, rispettivamente, il comma 1 o 2.

  4. Fermo quanto disposto dai commi 1, 2 e 3, l'inosservanza dei termini previsti dagli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9 e 10, nonché le decadenze, sono rilevabili soltanto su eccezione della parte che vi abbia interesse da proporsi nella prima istanza o difesa successiva, a norma dell'articolo 157 del codice di procedura civile.

  5. Nel decreto di fissazione dell'udienza il giudice, valutata ogni circostanza, può rimettere in termini la parte che da irregolarità procedimentali abbia risentito pregiudizio nel suo diritto di difesa. Rimane ferma l'inammissibilità, purché eccepita, delle eccezioni non rilevabili d'ufficio, delle allegazioni, delle istanze istruttorie proposte, nonché dei documenti depositati dal convenuto dopo la seconda memoria difensiva ovvero dall'attore dopo la memoria successiva alla proposizione della domanda riconvenzionale.

 

 

Tribunale di Biella
                                                                   


Processo societario – Mancata o tardiva costituzione del convenuto – Conseguenze - Confessione implicita – Incostituzionalità.

E’ costituzionalmente illegittimo l'art. 13, comma 2, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), nella parte in cui stabilisce: «in quest'ultimo caso i fatti affermati dall'attore, anche quando il convenuto abbia tardivamente notificato la comparsa di costituzione, si intendono non contestati e il tribunale decide sulla domanda in base alla concludenza di questa». Corte Costituzionale . 08 ottobre 2007 .


Notificazione per via telematica degli atti nel processo civile e nel processo societario – Modalità – Collaborazione dell’ufficiale giudiziario – Necessità – Caratteristiche del documento teletrasmesso – Mancanza dei requisiti previsti dalle leggi e dai regolamenti in materia – Nullità. Processo societario – Mancata notifica della comparsa di risposta – Rinnovazione della notifica – Esclusione. Processo societario – Mancata notifica della comparsa di risposta – Concludenza della domanda – Oggetto del giudizio del giudice.

Entrambe le modalità di notificazione degli atti processuali contenuti su supporto informatico e sottoscritti con firma digitale previste dall’art. 2 del D.P.R. 13 febbraio 2001, n. 123 -quella per via telematica attraverso il sistema informatico civile (S.I.C.I.), reso operativo dal D.M. 14 ottobre 2004, costituito da un gestore centrale presso il Ministero della Giustizia e da gestori locali presenti presso ciascun ufficio giudiziario e ciascun ufficio notifiche, esecuzioni e protesti (UNEP) e quella, sempre per via telematica, all’indirizzo elettronico dichiarato ai sensi dell’art. 7, ossia all’indirizzo di posta elettronica che il difensore ha comunicato al Consiglio dell’Ordine e da questi reso disponibile ai sensi del III co. dello stesso art. 7- richiedono pur sempre la collaborazione dell’ufficiale giudiziario.Il documento oggetto di notifica per via telematica deve, inoltre, essere redatto secondo le prescrizioni di cui all’allegato al D.M. 15 dicembre 2005 avente ad oggetto la “strutturazione dei modelli DTD (Document Tyoe definition) relativa all’uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile”.Deve pertanto essere dichiarata la nullità della notifica effettuata per via telematica nell’ambito del processo societario senza il rispetto dei citati parametri normativi in quanto la stessa non consente di pervenire ad un giudizio di certezza legale in ordine alla ricezione dell’atto, nè, in assenza di sottoscrizione con firma digitale o con firma elettronica qualificata, sono soddisfatti i parametri normativi in ordine all’autenticità della sottoscrizione, all’integrità del documento, alla volontarietà della trasmissione dello stesso.  Nell’ambito del processo societario, l’art. 13 del d. lgs. n 5/2003 sanziona la mancata notifica della comparsa di risposta con l’effetto della non contestazione dei fatti costitutivi allegati dall’attore. Non è pertanto possibile, in tale fattispecie, far luogo alla rinnovazione della notifica in quanto l’art. 162 c.p.c. subordina la rinnovazione degli atti ad un giudizio di compatibilità con le preclusioni medio tempore verificatesi.  Nell’ipotesi di mancata notifica della comparsa di risposta ex art. 13, II comma, D. Lgs. n. 5/2003, il giudizio di concludenza dei fatti costitutivi allegati dall’attore involge le circostanze fattuali e non la domanda nel suo complesso. Da ciò consegue che rimane pur sempre compito del giudice valutare eventuali eccezioni rilevabili d’ufficio ed emergenti dagli atti, così come la congruenza dei fatti esposti rispetto alle richieste. Tribunale Milano 01 marzo 2006 .


Nuovo processo societario – Notifica degli atti tra difensori a mezzo fax – Inesistenza. Nuovo processo societario – Contumacia del convenuto – Concludenza della domanda dell’attore – Effetti.

L’art. 17 D. Lgs. n. 5/03 si limita a consentire all’ufficiale giudiziario, anche in assenza dell’autorizzazione del giudice ai sensi dell’art. 151 c.p.c., di utilizzare il fax per la notifica dell’atto consegnatogli dal difensore. Pertanto, l’unico soggetto legittimato a procedere alla notifica degli atti processuali rimane l’ufficiale giudiziario. Ne consegue che la notificazione eseguita direttamente dal difensore con l’utilizzo del fax deve ritenersi inesistente, in quanto proveniente da soggetto assolutamente non legittimato a procedere alla notifica degli atti processuali. La mancata partecipazione del convenuto al processo societario non comporta necessariamente l’accoglimento della domanda dell’attore ma il più limitato effetto di rendere dimostrate le circostanze di fatto dallo stesso allegate, con la conseguenza che dovrà essere respinta la domanda ove non siano stati allegati fatti sufficienti a dimostrare la fondatezza della pretesa. Tribunale Brescia 06 dicembre 2005 .


Processo societario – Omessa o tardiva costituzione del convenuto – Mancata contestazione dei fatti affermati dall’attore – Concludenza della domanda – Rilevanza degli altri elementi acquisiti al giudizio – Necessità.

Responsabilità dell’intermediario per il fatto illecito del promotore – Rapporto di preposizione – Responsabilità oggettiva – Sussistenza – Colpa in vigilando o in eligendo – Irrilevanza.

Responsabilità oggettiva dell’intermediario per il fatto del promotore – Presupposti – Rapporto di occasionalità tra incombenza e danno – Spendita del nome.

Promotore finanziario – Elementi costitutivi della fattispecie – Mancanza del potere di rappresentanza – Irrilevanza.

Illecito del promotore finanziario – Concorso del risparmiatore – Irregolare consegna del denaro – Irrilevanza.

Promotore finanziario – Omesso impiego delle somme ricevute – Danno del risparmiatore – Determinazione – Criteri.

Non può ritenersi concludente la domanda ex art. 13 d. lgs. 5/03 ove il fatto affermato dall'attore non risulti suffragato dagli altri elementi acquisiti in giudizio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

La responsabilità dell'intermediario ex art. 31 d. lgs. 58/98 ha natura oggettiva e, quindi, prescinde da ogni valutazione di colpa in vigilando o in eligendo dello stesso e sussiste, ove sia riscontrabile un rapporto di preposizione, il fatto illecito del promotore e la connessione fra incombenze e danno. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Ai fini della responsabilità solidale prevista dall'art. 31 d. lgs 58/98 è sufficiente l'esistenza di un rapporto di necessaria occasionalità tra incombenze affidate e fatto del promotore finanziario, ravvisabile ove quest'ultimo abbia speso il nome dell'intermediario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

E' irrilevante ai fini della individuazione della figura del promotore finanziario la mancanza in capo ad esso di poteri di rappresentanza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L'irregolare modalità di consegna di denaro al promotore finanziario (in contanti anziché secondo quanto previsto dall'art. 96 reg. Consob 11522/98) non elide il nesso di causalità fra l'illecito commesso da costui ed il comportamento del risparmiatore atteso che tale circostanza attiene ad un elemento secondario della fattispecie. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Il danno spettante al risparmiatore a seguito del mancato investimento delle somme affidate al promotore finanziario va determinato in ragione dei risultati che egli avrebbe conseguito a seguito della puntuale negoziazione dei titoli. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 27 ottobre 2005
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Nuovo processo societario – Mancata o ritardata notifica della comparsa di risposta – Effetti - Concludenza della domanda – Questione di costituzionalità.

E' rilevante e non manifestamente infondata, in relazione all'art. 76 Cost., ed in via subordinata in relazione agli articoli 3 e 24 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 2, D.Lg. 5/2003, nella parte in cui dispone che i fatti affermati dall'attore, anche quando il convenuto abbia tardivamente notificato la comparsa di costituzione, si intendono non contestati. Tribunale Catania 24 giugno 2005 .


Processo societario – Istanze istruttorie – Decadenze.

A seguito dei correttivi apportati dal D. Lgs. 6.2.2004, n. 37 agli artt. 4, co. 1 (relativo al contenuto della comparsa di risposta), 6, co. 2, lett. b) e c) (relativo al contenuto della prima memoria di replica dell'attore) e 7, co. 1 (relativo al contenuto della seconda memoria difensiva del convenuto) del D. Lgs. n. 5/2003, è possibile affermare che l’effetto preclusivo sancito dall'art. 13, co. 5, subordinato in ogni caso all’eccezione di parte, si determina per l’attore al più tardi con la memoria di replica di cui all’art. 6 del D. Lgs. n. 5/2003. Più precisamente, l’attore può formulare liberamente domande, allegare fatti e dedurre mezzi di prova solo nell'atto di citazione: dopo la comparsa di costituzione del convenuto, in sede di replica ex art. 6, può soltanto esercitare un limitato ius poenitendi modificatorio delle conclusioni già assunte (in termini di stretta e limitata emendatio libelli) e formulare nuove domande o eccezioni, nonché formulare nuove richieste istruttorie, soltanto in sede di stretto esercizio del diritto di contraddire alle difese del convenuto. Con l’emanazione delle norme di cui al d. lgs. n. 5/03, il legislatore ha inteso dettare una disciplina processuale differente da quella dell’ordinario processo civile. Si deve pertanto ritenere che l’art. 17, co. 1 del citato decreto intenda senz’altro consentire ai difensori delle parti lo scambio degli atti mediante fax o posta elettronica. Tuttavia la notifica eseguita con i suddetti mezzi di comunicazione senza il rispetto delle disposizioni regolamentari (peraltro allo stato inesistenti) sulla trasmissione con i ridetti mezzi è nulla per assoluta incertezza della data e non inesistente e la nullità può essere sanata ai sensi dell’art. 156 c.p.c. ove l’atto abbia raggiunto lo scopo. Tribunale Aquila 30 marzo 2005 .


Processo societario – Mutamento del rito – Istanza di fissazione udienza – Decadenze maturate – Modificazione e precisazione di domande ed eccezioni – Decadenza.

Nel procedimento ordinario che derivi da un mutamento dal rito societario, l’attore non potrà più modificare e/o precisare domande ed eccezioni, né potrà formulare nuove istanze istruttorie e produrre nuovi documenti rispetto a quelli già indicati nell’istanza di fissazione d’udienza. Tribunale Ivrea 11 marzo 2005 .


Processo societario con pluralità di parti – Ricorso ex art. 8, co. 5°, per dichiarazione di inefficacia della istanza di fissazione d’udienza – Prevalenza della questione di inefficacia rispetto a quella di inammissibilità.

Nel processo societario con pluralità di parti, la questione dell’inefficacia dell’istanza di fissazione d’udienza è prevalente ed assorbente rispetto ad eventuali profili di inammissibilità dell’istanza medesima, posto che la funzione della norma di cui all’art. 8, co. 5 bis del d.lgs. n. 5/2003 è quella di assicurare il contraddittorio e la prosecuzione del processo nell’ipotesi in cui venga da una delle parti notificata istanza di fissazione d’udienza qualora, nel termine nella stessa assegnato, un’altra parte notifichi una memoria o uno scritto difensivo. Tribunale Milano 21 gennaio 2005 .


Processo societario – Istanza di fissazione dell’udienza – Termine di 20 giorni per la notifica – Decorrenza – Estinzione del giudizio.

Il termine di 20 giorni per la notifica dell’istanza di fissazione dell’udienza di cui all’art. 8 d. lgs. 5/03 decorre dalla notifica dello scritto difensivo cui la parte non intende replicare e non dai venti giorni successivi alla scadenza del termine per tale replica. Il dies a quo per la notifica della istanza di fissazione dell’udienza deve essere, infatti, riferito alla data di notifica dell’atto di controparte che impone la necessità di un determinato comportamento processuale a carico di chi riceve la notifica. Qualora vi sia contestazione in ordine alla sussistenza delle condizioni per la dichiarazione di estinzione del giudizio, si è presenza di controversia suscettibile, in caso di reclamo, ad essere decisa con sentenza. Il giudice relatore potrà, quindi, pronunciarsi sulle spese già con l’ordinanza che dichiara l’estinzione del giudizio. Tribunale Milano 02 dicembre 2004 .


Nuovo processo societario – Istanza di fissazione udienza – Eccezione di inammissibilità di mezzi istruttori – Tardività – Sussistenza.

Devono considerarsi tardive le eccezioni di inammissibilità di mezzi istruttori – nella specie della prova testimoniale – sollevate per la prima volta nell’istanza di fissazione dell’udienza. Tribunale Trento 16 ottobre 2004 .


Nuovo processo societario – Tardiva notifica della comparsa di risposta – Domande nuove – Eccezione – Decadenza.

Rapporto di gestione patrimoniale – Forma scritta – Necessità – Nullità – Sussistenza.

Nell’ambito del nuovo processo societario, la tardiva notifica della comparsa di risposta importa per il convenuto la decadenza dalla possibilità di formulare eccezioni e difese ai sensi del combinato disposto degli artt. 10, 2° co. e 13, 2° co. d. lgs. n. 5/03. In tale ipotesi, il convenuto non potrà quindi eccepire l’inammissibilità delle domande nuove contenute nell’istanza di fissazione dell’udienza depositata dall’attore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il rapporto di gestione patrimoniale che si fondi su un accordo verbale in violazione delle disposizioni di cui agli artt. 23 e 24 d. lgs. 24.2.98, n. 58 è nullo. Spetta pertanto all’investitore il diritto di credito al pagamento delle somme versate limitatamente alle operazioni in perdita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Trento 28 luglio 2004
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