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Massimario del Processo Societario

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art. 1

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Art. 2

Contenuto dell'atto di citazione
 

  1.  La domanda si propone al tribunale mediante citazione contenente:
    a) le indicazioni di cui ai numeri 1, 2, 3, 4, 5 e 6 dell'articolo 163 del codice di procedura civile;
    b) l'indicazione del numero di fax o dell'indirizzo di posta elettronica presso cui il difensore dichiara di voler ricevere le comunicazioni e le notificazioni nel corso del procedimento;
    c) la fissazione di termine al convenuto, non inferiore a sessanta giorni dalla notificazione della citazione, per la notifica al difensore dell'attore della comparsa di risposta. In difetto di fissazione da parte dell'attore, o in caso di insufficienza, il termine è di sessanta giorni.

  2. Tutti i termini del procedimento possono essere ridotti alla metà con provvedimento reso a norma dell' articolo 163-bis, comma 2, del codice di procedura civile.

  3. I termini sono ridotti alla metà nel caso di opposizione a norma dell' articolo 645 del codice di procedura civile. Ciascuna delle parti, al momento della costituzione, ovvero successivamente, può chiedere con ricorso che sia designato il magistrato per l'adozione, previa convocazione delle parti, dei provvedimenti di cui agli articoli 648 e 649 del codice di procedura civile.

 

 

Tribunale di Biella
                                                                   


Atto di citazione – Esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda mediante richiamo ad analoghe controversie – Nullità Sussistenza – Integrazione della domanda ex art. 164 cod. proc. civ. – Processo societario – Esclusione.

Non è consentito assolvere all’onere prescritto dall’art. 163, comma 1 n. 4 cod. proc. civ. (esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda) mediante il solo richiamo a fattispecie analoghe oggetto di altre controversie riportate in atti prodotti in causa. In detta ipotesi, deve essere dichiarata la nullità dell’atto di citazione e, nell’ambito del processo societario, la nullità non può essere sanata mediante ricorso alla norma di cui all’art. 164, comma 5, cod. proc. civ., essendo l’istituto incompatibile con tale tipo di processo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa 06 maggio 2008 .


Processo societario – Opposizione a decreto ingiuntivo – Dimezzamento automatico dei termini – Distinzione tra termini previsti dalla legge e termini modificabili dalle parti.

L’art. 2, comma 3 del d. lgs. 5/03 prevede, per le cause di opposizione a decreto ingiuntivo in materia societaria, il dimezzamento automatico dei termini e tale dimezzamento riguarda solo i termini previsti dalla legge e non quelli modificabili dalle parti. Tribunale Palermo 05 marzo 2008 .


Processo societario – Dimidiazione dei termini per l’opposizione a decreto ingiuntivo – Ambito di applicazione.

“I termini” cui si riferisce l’art. 2, comma 3°, del d. lgs. n. 5/03 sono solo quelli che riguardano la notifica della comparsa di risposta e non tutti i termini del procedimento di opposizione previsto dall’art. 645 c.p.c. Tribunale Torino 09 luglio 2007 .


Processo societario – Opposizione a decreto ingiuntivo – Riduzione dei termini del procedimento.

La riduzione alla metà dei termini di cui all’art. 2, 3° comma d.lgs. n. 5/2003 per il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo avente ad oggetto rapporti che rientrano nell’ambito di applicazione del nuovo processo societario, riguarda tutti i termini del procedimento e non solamente quelli di comparizione come previsto dall’art. 645, 2° comma c.p.c. (Nel caso di specie, il Tribunale ha dichiarato l’estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo in conseguenza della tardiva notifica da parte dell’opponente della memoria di replica di cui all’art. 6 d.lgs. n. 5/2003) Tribunale Palermo 10 novembre 2006 .


Processo societario – Riduzione dei termini del procedimento – Istanza di fissazione udienza.

La riduzione alla metà dei termini prevista dall’art. 2, 3° comma del d.lgs. n. 5/2003 si applica a tutti i termini del procedimento e quindi anche a quelli che regolano la presentazione dell’istanza di fissazione dell’udienza. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto ammissibile l’istanza di fissazione dell’udienza presentata dal convenuto in opposizione volta che l’attore, disposto il mutamento del rito, non aveva provveduto a riassumere il giudizio nei quindici giorni successivi). Tribunale Palermo 21 luglio 2006 .


Nuovo processo societario – Omessa indicazione del numero di fax o dell’indirizzo di posta elettronica – Conseguenze. Nuovo processo societario – Termine a comparire – Incertezza ed omessa indicazione – Integrazione legale. Nuovo processo societario – Scambio degli atti tra difensori a mezzo fax o posta elettronica – Ammissiblità.

Nell’ambito del nuovo processo societario, la mancanza nell’atto di citazione o nella comparsa di risposta dell’indicazione del numero di fax o dell’indirizzo di posta elettronica ha come unica conseguenza che le risposte dovranno essere notificate nelle forme ordinarie, in deroga a quanto previsto dal successivo art. 17, comma 1 lett. a) e b) d.l.vo n. 5/2003, oltre che ai sensi della lett. c), cioè mediante “scambio diretto tra difensori attestato da sottoscrizione per ricevuta sull’originale, apposta anche da parte di collaboratore o addetto allo studio”.  Nell’ipotesi in cui nell’atto introduttivo del nuovo processo societario sia omessa l’indicazione del termine a comparire o venga indicato un termine inferiore a sessanta giorni, varrà la previsione di cui all’art. 2 del d. l.vo n. 5/2003, il quale prevede un meccanismo di integrazione legale in virtù del quale il termine per notificare la comparsa di risposta è comunque di sessanta giorni dalla notificazione dell’atto di citazione, senza che sia necessario chiedere alcuna pronuncia al giudice. E in detta ipotesi dovrà ritenersi incluso anche il caso in cui il termine assegnato sia incerto essendo tale incertezza paragonabile alla mancata indicazione.  L’art. 17 comma 1 d.l.vo n. 5/2003 intende senz’altro facoltizzare tra i difensori delle parti lo scambio degli atti mediante notificazione diretta a mezzo fax o posta elettronica. Tale forma di notificazione la notificazione diretta è possibile solo tra le parti costituite (non prima della costituzione e non nei confronti delle parti contumaci) ed è subordinata alla “indicazione del numero di fax o dell’indirizzo di posta elettronica presso cui il difensore dichiara di voler ricevere le comunicazioni e le notificazioni nel corso del procedimento” nell’atto di citazione, ai sensi dell’art. 2 comma 1 lett. b), e nella comparsa di risposta, ai sensi dell’art. 4 comma 1 ultima parte. Ne consegue che, se la parte non intende ricevere notificazioni e/o comunicazioni via fax o a mezzo posta elettronica, è sufficiente che non faccia la sopra descritta dichiarazione (essendo del tutto evidente che la sola indicazione di un numero di fax sull’atto non legittima la controparte ad avvalersi di tale modalità). Tribunale Biella 22 marzo 2006 .


Nuovo processo societario – Opposizione a decreto ingiuntivo – Riduzione dei termini – Mutamento del rito – Termine per la riassunzione.

La disposizione contenuta nell’art. 2, 3° co. del d. lgs. n. 5/03, la quale dispone che in caso di opposizione a norma dell’art. 645 c.p.c. i termini sono ridotti alla metà, deve intendersi riferita non solo al termine a comparire di cui all’art. 163 bis, ma a tutti i termini del procedimento, ivi compreso quindi quello per la riassunzione del processo a seguito di mutamento del rito.Pertanto, qualora l’opposizione a decreto ingiuntivo venga proposta nelle forme del rito ordinario anziché in quelle del nuovo processo societario, il termine per la notifica dell’atto di riassunzione è di quindici giorni decorrenti dall’ordinanza che ha disposto il mutamento del rito e la cancellazione della causa dal ruolo. Tribunale Firenze 14 luglio 2005 .


Contratto di gestione patrimoniale – Ordini di negoziazione – Forma scritta convenzionale – Nullità – Sussistenza.

Intermediazione mobiliare – Nullità degli ordini di negoziazione – Procedimento monitorio – Ammissibilità.

Ove un contratto di gestione patrimoniale stipulato nel 1995 preveda espressamente l’uso della forma scritta per gli acquisti effettuati al di fuori dei mercati regolamentati, si deve ritenere che le parti abbiano inteso fare riferimento alla normativa all’epoca in vigore anche in considerazione del carattere imperativo delle relative disposizioni. Tale normativa (art. 11 l. 2 gennaio 1991, cd. “Legge SIM” e art. 14 reg. Consob 2 luglio 1991 n. 5387), applicabile al caso di specie in base al principio generale “tempus regit actum”, sanziona con la nullità i patti in deroga alle disposizioni dell’art. 11, tra cui vi è appunto quella che impone la forma scritta per le negoziazioni eseguite al di fuori dei mercati regolamentati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

E’ applicabile il procedimento monitorio di cui agli art. 633 e segg. c.p.c. all’ipotesi in cui l’investitore chieda la condanna dell’intermediario alla restituzione della somma pagata per l’acquisto di obbligazioni argentine deducendo la nullità dei relativi atti di negoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari 26 maggio 2005
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Processo societario – Nullità dell’atto di citazione – Rinnovazione ex art. 164 c.p.c. – Inammissibilità – Autosufficienza del nuovo rito.

Le norme del nuovo processo societario non consentono all’attore di sanare l’eventuale nullità dell’atto di citazione qualora il convenuto notifichi istanza di fissazione dell’udienza dopo aver eccepito la nullità della citazione nella propria comparsa di risposta, in tal modo precludendo all’attore la possibilità di presentare una memoria di replica alle eccezioni mosse in comparsa e sanare l’eccepita nullità.
Non si ritiene, infatti, che la disciplina dell’art. 164 c.p.c. (che consente la sanatoria della nullità in questione) sia compatibile con la ratio del nuovo processo societario ove la partecipazione del giudice è prevista in un momento successivo quando le domande delle parti sono ormai cristallizzate.
Tribunale Ivrea 18 novembre 2004
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Processo societario – Fallimento – Ingiunzione del giudice delegato ex art. 150 l.f. – Versamento dei soci a responsabilità limitata – Natura monitoria – Opposizione – Abbreviazione dei termini – Termine di costituzione dell’attore.

In seguito alla modifica del testo originario dell’art. 3, comma 1 d. lgs. n. 5/03, che ha soppresso le parole "ovvero entro 5 giorni nel caso di abbreviazione dei termini a norma dell'art. 163 bis, secondo comma, del codice di procedura civile", qualora, a norma dell’art. 163-bis, comma 2 c.p.c., venga disposta l’abbreviazione alla metà dei termini del procedimento, deve intendersi ridotto alla metà anche il termine per la costituzione dell’attore di cui all’art. 3, comma 2 d. lgs. n. 5/03. Tribunale Siracusa 11 novembre 2004 .


Nuovo processo societario – Ambito di applicazione – Connessione – Specialità della normativa.

L’art. 1 d. lgs. n. 5/03 deve considerarsi norma speciale che, prevedendo l’applicazione del rito societario in tutti i casi di connessione tra una controversia societaria ed una controversia soggetta a rito ordinario, sancisce chiaramente la prevalenza del primo sul secondo in deroga alla regolamentazione dei rapporti tra cause connesse dettate dall'art. 40 del codice di rito. Quando l’opposizione a decreto ingiuntivo prevista dall’art. 645 c.p.c. ha ad oggetto le materie rientranti nell’ambito di applicazione del nuovo processo societario – o perché poste a fondamento della richiesta monitoria o perché introdotte con l’opposizione stessa – quest’ultima deve essere proposta secondo il rito societario, posto che l’opposizione non è una forma di impugnazione, ma è l’atto con il quale, ad iniziativa dell’intimato, si determina l’apertura del contraddittorio in un giudizio di primo grado a cognizione piena (con la sola particolarità di una inversione puramente formale delle parti), ora sostituito, quando la controversia ha ad oggetto una delle materie di cui all’art. 1 d. lgs. n. 5/03, dal processo societario ordinario.(179-m3) Qualora la controversia sia relativa a materie cui deve essere applicato il rito societario, l’opposizione a decreto ingiuntivo ai sensi dell’art. 642 c.p.c. deve essere proposta con atto di citazione da notificare all’ingiungente. Poiché il processo deve poi proseguire con lo scambio degli atti difensivi fuori dell’udienza, la causa deve essere cancellata la causa dal ruolo e, ove l’ordinanza venga emessa a seguito dell’udienza di prima comparizione, dalla comunicazione della stessa decorrono i termini di cui all’art. 6 del d. lgs. n. 5/03. Tribunale Vicenza 02 agosto 2004 .


Processo societario – Opposizione a decreto ingiuntivo – Mutamento del rito – Provvisoria esecuzione.

Laddove il giudizio di opposizione ex art. 645 c.p.c., relativo ad un rapporto compreso tra quelli di cui all'art. 1 D.Lgs. n. 5/2003, sia stato erroneamente introdotto nelle forme del rito ordinario di cognizione, la designazione del giudice istruttore ai sensi dell'art. 168 bis c.p.c. da parte del presidente del tribunale (ovvero del presidente di sezione) deve intendersi anche come designazione dello stesso quale «magistrato» che, disposto il mutamento di rito, provveda su eventuali istanze ai sensi degli artt. 648 e 649 c.p.c. che le parti abbiano a proporre nella fase che si celebra innanzi allo stesso, ovvero che abbiano già proposto nel costituirsi. Tribunale L'Aquila 16 aprile 2004 .

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