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Massimario del Processo Societario

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art. 5

 

 

Art. 4

Comparsa di risposta
 

  1. Nella comparsa di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall'altra parte a fondamento della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione; a pena di decadenza deve proporre le domande riconvenzionali dipendenti dal titolo dedotto in giudizio dall'attore o da quello che già appartiene alla causa come mezzo di eccezione e, dichiarare di voler chiamare in causa i terzi ai quali ritiene comune la causa o dai quali pretende di essere garantito precisandone le ragioni; deve formulare le conclusioni. Nella stessa comparsa il convenuto deve indicare il numero di fax o l'indirizzo di posta elettronica presso cui il difensore dichiara di voler ricevere le comunicazioni e le notificazioni nel corso del procedimento.

  2. Nella comparsa di risposta il convenuto, fermo quanto disposto nell'articolo 8, comma 2, lettera c), fissa all'attore un termine non inferiore a trenta giorni dalla notificazione della stessa comparsa per eventuale replica. In caso di omessa o insufficiente indicazione, il termine è di trenta giorni. Nel caso di pluralità di convenuti, anche a seguito di chiamata in causa, il termine fissato all'attore per la replica non può eccedere i sessanta giorni; l'inosservanza di tale termine può essere eccepita anche dagli altri convenuti.

  3. Se dichiara di voler chiamare in causa terzi, il convenuto deve notificare loro l'atto di citazione a norma dell'articolo 2.

 

 

Tribunale di Biella
                                                                   


Processo societario - Termine per eccepire le eccezioni in senso stretto - Comparsa di risposta - Esclusione.

Nell'ambito del processo societario di cui al D.lgs. n. 5 del 2003, le eccezioni in senso stretto possono essere sollevate per la prima volta anche con la memoria di replica di cui all'articolo 7, posto che l'articolo 4 del citato decreto non include le eccezioni in questione tra quelle che debbono essere sollevate a pena di decadenza con la comparsa di risposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 18 gennaio 2011 .


Processo societario – Notifica degli atti tra difensori a mezzo fax – Validità.

E’ valida la notifica della comparsa di risposta effettuata ai sensi degli artt. 4 e 17 d. lgs. n. 5/03 mediante invio dell’atto a mezzo fax all’indirizzo indicato dall’attore nell’atto di citazione ove attestata dalla ricevuta di corretto inoltro del documento. (fb) Tribunale Pavia 09 maggio 2008 .


Processo societario – Chiamata in causa di terzi da parte del convenuto – Notifica dell’atto di chiamata nel termine per la costituzione del convenuto – Necessità.

Nonostante l’art. 4, III comma del d. lgs. n. 5/03 non indichi il termine entro il quale il convenuto debba notificare l’atto di citazione ai terzi da lui chiamati in causa, si deve ritenere che tale notifica debba essere compiuta nel medesimo termine previsto per la tempestiva costituzione in giudizio del convenuto stesso. Il mancato rispetto del termine comporta l’inammissibilità della domande formulate nei confronti dei terzi, la cui eventuale costituzione in giudizio non potrebbe comunque avere l’effetto di sanare la relativa decadenza. Tribunale Mantova 20 dicembre 2007 .


Nuovo processo societario – Notifica degli atti tra difensori a mezzo fax – Inesistenza. Nuovo processo societario – Contumacia del convenuto – Concludenza della domanda dell’attore – Effetti.

L’art. 17 D. Lgs. n. 5/03 si limita a consentire all’ufficiale giudiziario, anche in assenza dell’autorizzazione del giudice ai sensi dell’art. 151 c.p.c., di utilizzare il fax per la notifica dell’atto consegnatogli dal difensore. Pertanto, l’unico soggetto legittimato a procedere alla notifica degli atti processuali rimane l’ufficiale giudiziario. Ne consegue che la notificazione eseguita direttamente dal difensore con l’utilizzo del fax deve ritenersi inesistente, in quanto proveniente da soggetto assolutamente non legittimato a procedere alla notifica degli atti processuali. La mancata partecipazione del convenuto al processo societario non comporta necessariamente l’accoglimento della domanda dell’attore ma il più limitato effetto di rendere dimostrate le circostanze di fatto dallo stesso allegate, con la conseguenza che dovrà essere respinta la domanda ove non siano stati allegati fatti sufficienti a dimostrare la fondatezza della pretesa. Tribunale Brescia 06 dicembre 2005 .


Processo societario – Omessa o tardiva costituzione del convenuto – Mancata contestazione dei fatti affermati dall’attore – Concludenza della domanda – Rilevanza degli altri elementi acquisiti al giudizio – Necessità.

Responsabilità dell’intermediario per il fatto illecito del promotore – Rapporto di preposizione – Responsabilità oggettiva – Sussistenza – Colpa in vigilando o in eligendo – Irrilevanza.

Responsabilità oggettiva dell’intermediario per il fatto del promotore – Presupposti – Rapporto di occasionalità tra incombenza e danno – Spendita del nome.

Promotore finanziario – Elementi costitutivi della fattispecie – Mancanza del potere di rappresentanza – Irrilevanza.

Illecito del promotore finanziario – Concorso del risparmiatore – Irregolare consegna del denaro – Irrilevanza.

Promotore finanziario – Omesso impiego delle somme ricevute – Danno del risparmiatore – Determinazione – Criteri.

Non può ritenersi concludente la domanda ex art. 13 d. lgs. 5/03 ove il fatto affermato dall'attore non risulti suffragato dagli altri elementi acquisiti in giudizio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

La responsabilità dell'intermediario ex art. 31 d. lgs. 58/98 ha natura oggettiva e, quindi, prescinde da ogni valutazione di colpa in vigilando o in eligendo dello stesso e sussiste, ove sia riscontrabile un rapporto di preposizione, il fatto illecito del promotore e la connessione fra incombenze e danno. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Ai fini della responsabilità solidale prevista dall'art. 31 d. lgs 58/98 è sufficiente l'esistenza di un rapporto di necessaria occasionalità tra incombenze affidate e fatto del promotore finanziario, ravvisabile ove quest'ultimo abbia speso il nome dell'intermediario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

E' irrilevante ai fini della individuazione della figura del promotore finanziario la mancanza in capo ad esso di poteri di rappresentanza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L'irregolare modalità di consegna di denaro al promotore finanziario (in contanti anziché secondo quanto previsto dall'art. 96 reg. Consob 11522/98) non elide il nesso di causalità fra l'illecito commesso da costui ed il comportamento del risparmiatore atteso che tale circostanza attiene ad un elemento secondario della fattispecie. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Il danno spettante al risparmiatore a seguito del mancato investimento delle somme affidate al promotore finanziario va determinato in ragione dei risultati che egli avrebbe conseguito a seguito della puntuale negoziazione dei titoli. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 27 ottobre 2005
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Processo societario – Istanze istruttorie – Decadenze.

A seguito dei correttivi apportati dal D. Lgs. 6.2.2004, n. 37 agli artt. 4, co. 1 (relativo al contenuto della comparsa di risposta), 6, co. 2, lett. b) e c) (relativo al contenuto della prima memoria di replica dell'attore) e 7, co. 1 (relativo al contenuto della seconda memoria difensiva del convenuto) del D. Lgs. n. 5/2003, è possibile affermare che l’effetto preclusivo sancito dall'art. 13, co. 5, subordinato in ogni caso all’eccezione di parte, si determina per l’attore al più tardi con la memoria di replica di cui all’art. 6 del D. Lgs. n. 5/2003. Più precisamente, l’attore può formulare liberamente domande, allegare fatti e dedurre mezzi di prova solo nell'atto di citazione: dopo la comparsa di costituzione del convenuto, in sede di replica ex art. 6, può soltanto esercitare un limitato ius poenitendi modificatorio delle conclusioni già assunte (in termini di stretta e limitata emendatio libelli) e formulare nuove domande o eccezioni, nonché formulare nuove richieste istruttorie, soltanto in sede di stretto esercizio del diritto di contraddire alle difese del convenuto. Con l’emanazione delle norme di cui al d. lgs. n. 5/03, il legislatore ha inteso dettare una disciplina processuale differente da quella dell’ordinario processo civile. Si deve pertanto ritenere che l’art. 17, co. 1 del citato decreto intenda senz’altro consentire ai difensori delle parti lo scambio degli atti mediante fax o posta elettronica. Tuttavia la notifica eseguita con i suddetti mezzi di comunicazione senza il rispetto delle disposizioni regolamentari (peraltro allo stato inesistenti) sulla trasmissione con i ridetti mezzi è nulla per assoluta incertezza della data e non inesistente e la nullità può essere sanata ai sensi dell’art. 156 c.p.c. ove l’atto abbia raggiunto lo scopo. Tribunale Aquila 30 marzo 2005 .


Processo societario con pluralità di parti - Notifica della comparsa di risposta agli altri convenuti.

Qualora l’attore citi in giudizio una pluralità di convenuti, ciascuno di questi potrà limitarsi a notificare la comparsa di risposta al solo attore, non essendo prevista la necessità di tale notifica anche agli altri convenuti. Ciò è coerente con il sistema del processo di cognizione ove ciascun convenuto si limita a contraddire ed a replicare esclusivamente a quanto dedotto dall’attore. Ciascun convenuto potrà, poi, prendere visione delle difese degli altri convenuti accedendo alla cancelleria ove le comparse di risposta devono essere depositate nei termini previsti dall’art. 5 d. lgs. 5/03. Tribunale Aquila 25 marzo 2005 .


Nuovo processo societario – Tardiva notifica della comparsa di risposta – Domande nuove – Eccezione – Decadenza.

Rapporto di gestione patrimoniale – Forma scritta – Necessità – Nullità – Sussistenza.

Nell’ambito del nuovo processo societario, la tardiva notifica della comparsa di risposta importa per il convenuto la decadenza dalla possibilità di formulare eccezioni e difese ai sensi del combinato disposto degli artt. 10, 2° co. e 13, 2° co. d. lgs. n. 5/03. In tale ipotesi, il convenuto non potrà quindi eccepire l’inammissibilità delle domande nuove contenute nell’istanza di fissazione dell’udienza depositata dall’attore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il rapporto di gestione patrimoniale che si fondi su un accordo verbale in violazione delle disposizioni di cui agli artt. 23 e 24 d. lgs. 24.2.98, n. 58 è nullo. Spetta pertanto all’investitore il diritto di credito al pagamento delle somme versate limitatamente alle operazioni in perdita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Trento 28 luglio 2004
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