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Massimario del Processo Societario

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Art. 6

Memoria di replica dell'attore
 

  1. Nel termine fissatogli a norma dell'articolo 4, comma 2, l'attore può replicare con memoria notificata al convenuto e depositata in cancelleria, nonché depositare nuovi documenti.

  2. Nella memoria di replica l'attore può:
    a) precisare o modificare le domande e le conclusioni già proposte;
    b) a pena di decadenza proporre nuove domande ed eccezioni che siano conseguenza della domanda riconvenzionale o delle difese proposte dal convenuto;
    c) a pena di decadenza dichiarare che intende chiamare un terzo ai sensi dell'articolo 106 del codice di procedura civile, se l'esigenza è sorta dalle difese del convenuto;
    d) depositare nuovi documenti in cancelleria, ovvero formulare nuove richieste istruttorie.

  3. L'attore, nella memoria di replica, deve fissare al convenuto un termine non inferiore a venti giorni per ulteriore memoria difensiva. Il termine è di trenta giorni se l'attore ha proposto nuove domande.

  4. Nel caso della dichiarazione di cui al comma 2, lettera c), l'attore notifica al terzo l'atto di citazione ai sensi dell'articolo 2.

 

 

Tribunale di Biella
                                                                   


Processo societario – Domanda nuova introdotta con la memoria di ulteriore replica di cui all’art. 7 d. lgs. n. 5/3 – Inammissibilità.

Intermediazione finanziaria – Doveri informativi – Violazione – Nullità – Esclusione.

Forma degli ordini di negoziazione – Funzione.

E’ tardiva e quindi inammissibile la domanda di annullamento degli ordini di acquisto proposta per la prima volta con la memoria di ulteriore replica depositata ai sensi dell’art. 7, 2° comma del d. lgs. n. 5/2003 posto che ai sensi dell’art. 6, 2° comma lett. b) d. lgs. cit., l’attore deve, a pena di decadenza, formulare eventuali domande nuove con la memoria di replica di cui al citato art. 6. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La violazione dei doveri informativi degli intermediari da luogo ad inadempimento e non a nullità, in quanto la violazione di tali regole non riguarda la fase genetica di formazione del contratto ma quella successiva di esecuzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Gli ordini di negoziazione non debbono necessariamente essere conferiti per iscritto ed il requisito di forma previsto dall’art. 60 reg. Consob ha lo scopo di garantire trasparenza e la prova dell’ordine. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Oristano 12 giugno 2007
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Processo societario – Disconoscimento di documenti prodotti dal convenuto effettuato con istanza di fissazione – Inammissibilità.

Il disconoscimento di documenti prodotti dal convenuto con la comparsa di risposta deve essere effettuato, a pena di inammissibilità, nella memoria di replica ex art. 6 d. lgs. n. 5/2003 e non nell’istanza di fissazione di udienza, posto che l’art. 9 d. Lgs. n. 5/2003 inibisce alle parti la formulazione di nuove richieste istruttorie nell’istanza di fissazione d’udienza. Il disconoscimento, inoltre, si colloca nell’ambito dell’attività probatoria delle parti, potendo dar luogo all’istanza di verificazione preordinata all’utilizzazione nel processo della prova documentale. Tribunale Mantova 15 marzo 2006 .


Processo societario – Notifica degli atti a mezzo posta elettronica – Firma digitale – Nullità – Sussistenza.

Intermediazione mobiliare – Obblighi informativi dell’intermediario – Conoscenza ed esperienza dell’investitore – Irrilevanza.

Processo societario – Domande nuove – Memoria di replica dell’attore – Contento delle difese del convenuto – Inammissibilità.

Fusione di società – Prosecuzione nei rapporti processuali – Effetti.

E’ nulla, ai sensi dell’art. 160 c.p.c. la notificazione della memoria di replica dell’attore effettuata a mezzo della posta elettronica senza l’osservanza delle disposizioni di cui agli artt. 8, comma 2 e 9, comma 4 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che prescrivono l’utilizzo della firma digitale per i documenti informatici teletrasmessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’intermediario è tenuto a rispettare gli obblighi di informazione nei confronti dell’investitore indipendentemente dalle conoscenze e dall’esperienza (vera o presunta) del cliente nel campo degli investimenti in strumenti finanziari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

E’ inammissibile, ove prescinda totalmente dalle difese dei convenuti, la domanda di nullità dei contratti introdotta ex novo con la memoria ex art. 6 d. lgs. n. 5/03, in quanto introduce nel processo una nuova causa petendi che, attraverso la prospettazione di nuove situazioni giuridiche, mai discusse con l’atto introduttivo del giudizio, determina il mutamento radicale dei fatti costitutivi del diritto degli attori ed in sostanza l’introduzione nel processo di un nuovo thema decidendum. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Non può essere dichiarata la nullità dell’atto di citazione notificato a società estinta per fusione in altra società e ciò in quanto, a norma dell’art. 2504 bis c.c., la società che risulta dalla fusione assume tutti i diritti e gli obblighi delle società partecipanti proseguendo tutti i loro rapporti, anche processuali anteriori alla fusione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 23 maggio 2005
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Processo societario – Istanze istruttorie – Decadenze.

A seguito dei correttivi apportati dal D. Lgs. 6.2.2004, n. 37 agli artt. 4, co. 1 (relativo al contenuto della comparsa di risposta), 6, co. 2, lett. b) e c) (relativo al contenuto della prima memoria di replica dell'attore) e 7, co. 1 (relativo al contenuto della seconda memoria difensiva del convenuto) del D. Lgs. n. 5/2003, è possibile affermare che l’effetto preclusivo sancito dall'art. 13, co. 5, subordinato in ogni caso all’eccezione di parte, si determina per l’attore al più tardi con la memoria di replica di cui all’art. 6 del D. Lgs. n. 5/2003. Più precisamente, l’attore può formulare liberamente domande, allegare fatti e dedurre mezzi di prova solo nell'atto di citazione: dopo la comparsa di costituzione del convenuto, in sede di replica ex art. 6, può soltanto esercitare un limitato ius poenitendi modificatorio delle conclusioni già assunte (in termini di stretta e limitata emendatio libelli) e formulare nuove domande o eccezioni, nonché formulare nuove richieste istruttorie, soltanto in sede di stretto esercizio del diritto di contraddire alle difese del convenuto. Con l’emanazione delle norme di cui al d. lgs. n. 5/03, il legislatore ha inteso dettare una disciplina processuale differente da quella dell’ordinario processo civile. Si deve pertanto ritenere che l’art. 17, co. 1 del citato decreto intenda senz’altro consentire ai difensori delle parti lo scambio degli atti mediante fax o posta elettronica. Tuttavia la notifica eseguita con i suddetti mezzi di comunicazione senza il rispetto delle disposizioni regolamentari (peraltro allo stato inesistenti) sulla trasmissione con i ridetti mezzi è nulla per assoluta incertezza della data e non inesistente e la nullità può essere sanata ai sensi dell’art. 156 c.p.c. ove l’atto abbia raggiunto lo scopo. Tribunale Aquila 30 marzo 2005 .


Processo societario – Omesso deposito delle memorie scambiate tra le parti – Effetti.

L’omesso deposito della memoria di replica dell’attore di cui all’art. 6 d. lgs. n. 5/03 non comporta per la convenuta alcun pregiudizio al diritto di difesa qualora questa abbia replicato con memoria ex art. 7 regolarmente depositata. Tale anomalia impedisce, tuttavia, al giudice di conoscere eventuali modificazioni della domanda, delle conclusioni e delle istanze istruttorie contenute nella memoria non depositata, per cui, qualora il termine per detto deposito sia scaduto, l’irregolarità non potrà più essere sanata, con la conseguenza che delle eventuali modificazioni e integrazioni apportate con tale atto non si terrà conto nella fase processuale ulteriore. Qualora agli atti manchi la prova dell’avvenuta notifica dell’istanza di fissazione dell’udienza, il giudice, in forza del richiamo operato dall’art. 1 comma 4, potrà avvalersi dei poteri di direzione del processo previsti dall’art. 175 c.p.c. ed invitare la parte a depositare la prova dell’avvenuta notifica dell’istanza medesima. Tribunale Milano 04 gennaio 2005 .


Nuovo processo societario – Ambito di applicazione – Connessione – Specialità della normativa.

L’art. 1 d. lgs. n. 5/03 deve considerarsi norma speciale che, prevedendo l’applicazione del rito societario in tutti i casi di connessione tra una controversia societaria ed una controversia soggetta a rito ordinario, sancisce chiaramente la prevalenza del primo sul secondo in deroga alla regolamentazione dei rapporti tra cause connesse dettate dall'art. 40 del codice di rito. Quando l’opposizione a decreto ingiuntivo prevista dall’art. 645 c.p.c. ha ad oggetto le materie rientranti nell’ambito di applicazione del nuovo processo societario – o perché poste a fondamento della richiesta monitoria o perché introdotte con l’opposizione stessa – quest’ultima deve essere proposta secondo il rito societario, posto che l’opposizione non è una forma di impugnazione, ma è l’atto con il quale, ad iniziativa dell’intimato, si determina l’apertura del contraddittorio in un giudizio di primo grado a cognizione piena (con la sola particolarità di una inversione puramente formale delle parti), ora sostituito, quando la controversia ha ad oggetto una delle materie di cui all’art. 1 d. lgs. n. 5/03, dal processo societario ordinario.(179-m3) Qualora la controversia sia relativa a materie cui deve essere applicato il rito societario, l’opposizione a decreto ingiuntivo ai sensi dell’art. 642 c.p.c. deve essere proposta con atto di citazione da notificare all’ingiungente. Poiché il processo deve poi proseguire con lo scambio degli atti difensivi fuori dell’udienza, la causa deve essere cancellata la causa dal ruolo e, ove l’ordinanza venga emessa a seguito dell’udienza di prima comparizione, dalla comunicazione della stessa decorrono i termini di cui all’art. 6 del d. lgs. n. 5/03. Tribunale Vicenza 02 agosto 2004 .

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