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Massimario del Processo Societario

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art. 6

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art. 8

 

 

Art. 7

Repliche ulteriori
 

  1. Il convenuto, se non ritiene di notificare istanza di fissazione di udienza, può notificare, nel termine fissatogli a norma dell'articolo precedente o, in mancanza, nel termine di trenta giorni, una seconda memoria difensiva, contenente l'eventuale indicazione di nuovi documenti e di richieste istruttorie, la fissazione di un termine, non inferiore a venti giorni dalla notificazione, per una ulteriore replica, nonché, a pena di decadenza, le eccezioni non rilevabili d'ufficio che siano conseguenza delle nuove domande ed eccezioni proposte dall'attore a norma del secondo comma dell'articolo precedente.

  2. L'attore, se non ritiene di notificare istanza di fissazione di udienza, può notificare al convenuto una ulteriore replica a norma dell'articolo 6, comma 2; in tale caso, il convenuto può notificare una memoria di controreplica nel termine, non inferiore a venti giorni, assegnatogli o, in mancanza, nel termine di venti giorni dalla notificazione.

  3.  L'attore, finché non ha notificato l'istanza di fissazione di udienza ed in alternativa alla sua proposizione, può notificare ulteriore memoria alle altre parti, nel termine perentorio di venti giorni dalla ricezione della memoria di controreplica del convenuto. Lo stesso potere spetta alle altre parti nei successivi venti giorni. Alle medesime condizioni è ammesso lo scambio di ulteriori memorie tra le parti, finché non è decorso il termine massimo di ottanta giorni dalla notifica della memoria di controreplica di cui al comma 2 ove necessario ai fini dell'attuazione del contraddittorio, il giudice relatore assegna un termine non inferiore a dieci e non superiore a venti giorni per repliche.

III bis.

 

 

 

 

Se nel processo sono costituite più di due parti, il termine assegnato per le ulteriori repliche non può essere inferiore a venti nè superiore a quaranta giorni; ove siano indicati termini diversi, vale il maggiore fra quelli assegnati. Tale termine decorre dall'ultima delle notificazioni effettuate.

 

Tribunale di Biella
                                                                   


Processo societario – Scambio delle memorie e degli atti tra difensori - Nullità e inesistenza delle notificazioni eseguite a mezzo fax e posta elettronica – Sanatoria - Esclusione.Processo societario – Mutamento del rito – Omessa riassunzione – Notifica della memoria di contro replica – Estinzione del giudizio – Insussistenza.

Nell’ambito del processo societario, ove difetti la dichiarazione del difensore di volersi avvalere di mezzi di trasmissione degli atti processuali quali il fax o la posta elettronica, nel caso cioè in cui difetti l’assunzione del rischio derivante dall’utilizzo di strumenti che allo stato non rispondono pienamente alle esigenze di certezza che caratterizzano il processo civile, più che una questione di invalidità, si pone un problemai di inesistenza delle comunicazioni e notificazioni effettuate con tali mezzi.Ne consegue che la dichiarazione del difensore destinatario dell’atto deve ritenersi elemento interno ed essenziale della fattispecie complessa costitutiva della notificazione o della comunicazione, con la conseguenza che, in sua mancanza, non può attribuirsi efficacia sanante per preteso conseguimento dello scopo e ciò anche quando la parte si sia difesa nel merito. Qualora venga disposto il mutamento del rito ed ordinata la cancellazione della causa dal ruolo, il fatto che l’attore non abbia notificato al convenuto memoria di replica ai sensi dell’art. 6 d. lgs. n. 5/03 non comporta l’estinzione del giudizio ove il convenuto si sia avvalso della facoltà di notificare all’attore memoria di contro replica ai sensi dell’art. 7, 1° co. con la quale, pur eccependo l’estinzione del giudizio abbia precisato nel merito le proprie difese. Tribunale Bari 02 giugno 2005 .


Processo societario – Istanze istruttorie – Decadenze.

A seguito dei correttivi apportati dal D. Lgs. 6.2.2004, n. 37 agli artt. 4, co. 1 (relativo al contenuto della comparsa di risposta), 6, co. 2, lett. b) e c) (relativo al contenuto della prima memoria di replica dell'attore) e 7, co. 1 (relativo al contenuto della seconda memoria difensiva del convenuto) del D. Lgs. n. 5/2003, è possibile affermare che l’effetto preclusivo sancito dall'art. 13, co. 5, subordinato in ogni caso all’eccezione di parte, si determina per l’attore al più tardi con la memoria di replica di cui all’art. 6 del D. Lgs. n. 5/2003. Più precisamente, l’attore può formulare liberamente domande, allegare fatti e dedurre mezzi di prova solo nell'atto di citazione: dopo la comparsa di costituzione del convenuto, in sede di replica ex art. 6, può soltanto esercitare un limitato ius poenitendi modificatorio delle conclusioni già assunte (in termini di stretta e limitata emendatio libelli) e formulare nuove domande o eccezioni, nonché formulare nuove richieste istruttorie, soltanto in sede di stretto esercizio del diritto di contraddire alle difese del convenuto. Con l’emanazione delle norme di cui al d. lgs. n. 5/03, il legislatore ha inteso dettare una disciplina processuale differente da quella dell’ordinario processo civile. Si deve pertanto ritenere che l’art. 17, co. 1 del citato decreto intenda senz’altro consentire ai difensori delle parti lo scambio degli atti mediante fax o posta elettronica. Tuttavia la notifica eseguita con i suddetti mezzi di comunicazione senza il rispetto delle disposizioni regolamentari (peraltro allo stato inesistenti) sulla trasmissione con i ridetti mezzi è nulla per assoluta incertezza della data e non inesistente e la nullità può essere sanata ai sensi dell’art. 156 c.p.c. ove l’atto abbia raggiunto lo scopo. Tribunale Aquila 30 marzo 2005 .

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