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Il diritto reale di uso esclusivo ha effetti solo obbligatori

Diritti reali - Diritto reale di uso esclusivo - Su una porzione di cortile condominiale – figura atipica di diritto reale - Effetti

La pattuizione avente ad oggetto la creazione del c.d. "diritto reale di uso esclusivo" su una porzione di cortile condominiale, costituente come tale parte comune dell'edificio, mirando alla creazione di una figura atipica di diritto reale limitato, tale da incidere, privandolo di concreto contenuto, sul nucleo essenziale del diritto dei condomini di uso paritario della cosa comune, sancito dall'art. 1102 c.c., è preclusa dal principio, insito nel sistema codicistico, del numerus clausus dei diritti reali e della tipicità di essi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 17 dicembre 2020, n.28972.




Intermediazione finanziaria, IRS e proroga della giurisdizione in favore delle Corti inglesi

Intermediazione finanziaria – Contratti derivati Interest Rate Swap – Master Agreement ISDA – Clausola di proroga della giurisdizione in favore delle corti inglesi – Responsabilità precontrattuale – Sussiste la competenza del giudice italiano

In tema di intermediazione finanziaria, quando la domanda formulata in via principale è fondata su un titolo precontrattuale per violazione degli obblighi informativi e dei doveri di correttezza e trasparenza, la clausola di proroga della giurisdizione in favore delle Corti inglesi contenuta nell’ISDA Master Agreement non si applica, essendo tale clausola riferibile solo alle controversie attinenti in senso stretto al contratto, tanto più se l’evento dannoso si è verificato in Italia, ai sensi dell’art. 5, n. 3, del Reg. CE n. 44/2001 perché la regola del locus commissi delicti trova applicazione anche in materia di responsabilità precontrattuale. (Marco Dalla Zanna) (riproduzione riservata)

(Conferma Appello di Milano, 13 novembre 2018, la quale, a sua volta, conferma Trib. Milano 13 settembre 2016) 
Cassazione Sez. Un. Civili, 18 dicembre 2020, n.29107.




Nelle negoziazioni tra intermediari finanziari e operatori qualificati si applicano nondimeno gli artt. 21 e 23 del testo unico della finanza

Intermediazione finanziaria – Contratti derivati Interest Rate Swap – Obbligo di rispettare gli artt. 21 e 23 TUIF nelle negoziazioni con operatori qualificati – Onere alla prova – Grava in capo agli intermediari la prova di avere agito con specifica diligenza

Nelle negoziazioni tra intermediari finanziari e operatori qualificati si applicano nondimeno gli artt. 21 e 23 del testo unico della finanza, con la conseguenza che la banca, a fronte della domanda attrice, ha il dovere di provare di avere agito con la specifica diligenza richiesta (prova che, nel caso concreto, la banca non aveva fornito, in mancanza della produzione del sottostante contratto di finanziamento). (Marco Dalla Zanna) (riproduzione riservata)

(Conferma Appello di Milano, 13 novembre 2018, la quale, a sua volta, conferma Trib. Milano 13 settembre 2016)
Cassazione Sez. Un. Civili, 18 dicembre 2020, n.29107.




Nei procedimenti davanti al Consiglio nazionale forense le notificazioni si effettuano per via telematica

Procedimenti davanti al Consiglio nazionale forense - Notificazioni - Esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni

La legge di conversione 25 giugno 2020, n. 70, con effetti dal 30 giugno 2020, ha novellato il D.L. n. 179 del 2012, all’art. 16, comma 4, convertito, con modificazioni, nella L. n. 221 del 2012, estendendo anche ai procedimenti davanti al Consiglio nazionale forense in sede giurisdizionale la previsione - già dettata per i procedimenti civili - secondo cui le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria sono effettuate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni, secondo la normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 21 dicembre 2020, n.29177.




Giudizi disciplinari nei confronti degli avvocati e decorrenza del termine breve di trenta giorni per impugnare la sentenza del CNF

Giudizi disciplinari - Termine breve per impugnare - Decorrenza - Dalla notifica a richiesta d’ufficio eseguita nei confronti dell’interessato personalmente - Fondamento - Difesa affidata ad altro professionista - Conseguenze

In tema di giudizi disciplinari nei confronti degli avvocati, ai sensi dell'art. 36, commi 4 e 6, della l. n. 247 del 2012, in deroga al combinato disposto degli artt. 285 e 170 c.p.c., il termine di trenta giorni per impugnare la sentenza del CNF decorre dalla notifica della stessa a richiesta d'ufficio eseguita nei confronti dell'interessato personalmente, considerato che non ricorre qui la "ratio" della regola generale della necessità della notifica al difensore, in quanto il soggetto sottoposto a procedimento disciplinare è un professionista il quale è in condizione di valutare autonomamente gli effetti della notifica della decisione, dovendosi, peraltro, eseguire la notificazione alla parte presso l'avvocato domiciliatario, secondo le regole ordinarie, e non direttamente alla parte, le volte in cui il professionista incolpato decida di non difendersi personalmente ma di farsi assistere da un altro avvocato, eleggendo domicilio presso il medesimo o presso un terzo avvocato. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 dicembre 2020, n.27773.




Preclusa la creazione di un diritto reale di uso esclusivo sulle parti comuni

Condominio negli edifici – Parti comuni dell’edificio – Titolo di fonte negoziale costitutivo di un diritto di c.d. uso esclusivo – Ammissibilità – Esclusione – Fondamento

La pattuizione avente ad oggetto la creazione del c.d. “diritto reale di uso esclusivo” su una porzione di cortile condominiale, costituente come tale parte comune dell’edificio, mirando alla creazione di una figura atipica di diritto reale limitato, tale da incidere, privandolo di concreto contenuto, sul nucleo essenziale del diritto dei condomini di uso paritario della cosa comune, sancito dall’art. 1102 c.c., è preclusa dal principio, insito nel sistema codicistico, del numerus clausus dei diritti reali e della tipicità di essi. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 17 dicembre 2020, n.28972.




La rimessione in termini presuppone una causa non imputabile riferibile ad un evento che presenti il carattere dell'assolutezza

Rimessione in termini - Art. 153, comma 2, c.p.c. - Applicabilità alla decadenza dall'impugnazione - Causa non imputabile collegata ad un evento che presenti il carattere della assolutezza - Fattispecie

L'istituto della rimessione in termini, applicabile al termine perentorio per proporre ricorso per cassazione anche con riguardo a sentenze rese dal Consiglio nazionale forense in esito a un procedimento disciplinare, presuppone la sussistenza in concreto di una causa non imputabile, riferibile ad un evento che presenti il carattere dell'assolutezza, e non già un'impossibilità relativa, né tantomeno una mera difficoltà. (Nella specie, non sono state ravvisate le condizioni per la rimessione in termini invocata dalla ricorrente, che, nell'impugnare tardivamente per cassazione la sentenza del CNF, aveva addotto la mancata comunicazione, ad opera del domiciliatario, dell'avvenuta notificazione del provvedimento, trattandosi di impedimento riconducibile esclusivamente alla patologia del rapporto intercorso con il professionista incaricato della domiciliazione). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 dicembre 2020, n.27773.




Esami di avvocato: l'ineleggibilità dei membri del consiglio dell'ordine è limitata alla tornata elettorale immediatamente successiva alla data di cessazione dell'incarico

Consigli dell'ordine - Elezioni degli avvocati quali componenti del consiglio dell’ordine - Ineleggibilità di cui all’art. 47, comma 6, della l. n. 247 del 2012 - Portata - Limiti - Illegittimità costituzionale - Insussistenza - Fondamento

In tema di elezioni degli avvocati nei consigli dell'ordine forensi, alla luce della sentenza della Corte cost. n. 138 del 2011, la causa di ineleggibilità, prevista dall'art. 47, comma 6, della l. n. 247 del 2012 per coloro che siano stati componenti delle commissioni o sottocommissioni per gli esami di avvocato, deve essere riferita alla tornata elettorale immediatamente successiva alla data di cessazione del suddetto incarico, sicché deve escludersi che la norma, così interpretata, presenti profili di illegittimità costituzionale, ponendo una preclusione che non concerne un periodo temporalmente illimitato né, in sé, eccessivo o irragionevole, ed integrando una scelta discrezionale del legislatore intesa ad impedire possibili commistioni di attribuzioni reputate non opportune, secondo una prospettiva di trasparenza amministrativa e di efficienza gestionale in linea con i valori espressi dalla Costituzione. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 dicembre 2020, n.27769.




Quando il passaggio in giudicato estende i suoi effetti al presupposto della giurisdizione

Giudicato implicito sulla giurisdizione - Controversie fra le stesse parti aventi titolo nel medesimo rapporto - Autorità di giudicato esterno - Sussistenza - Fondamento – Fattispecie

Il passaggio in cosa giudicata di una pronuncia del giudice ordinario, ovvero del giudice amministrativo, recante statuizioni sul merito di una pretesa attinente ad un determinato rapporto, estende i suoi effetti al presupposto della sussistenza della giurisdizione di detto giudice su tale rapporto, indipendentemente dal fatto che essa sia stata o meno oggetto di esplicita declaratoria e, quindi, osta a che la giurisdizione di quel giudice possa essere contestata in successive controversie fra le stesse parti aventi titolo nel medesimo rapporto davanti a un giudice diverso, avendo il giudicato esterno la medesima autorità di quello interno, in quanto corrispondono entrambi all'unica finalità dell'eliminazione dell'incertezza delle situazioni giuridiche e della stabilità delle decisioni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la giurisdizione ordinaria in ordine alla domanda di pagamento dell'indennizzo per il recesso esercitato da un Comune rispetto ad una convenzione per la raccolta dei rifiuti conclusa con un Consorzio, rapporto già qualificato da una precedente sentenza resa tra le medesime parti, sia pure in relazione alla domanda di pagamento dei compensi proposta dal Consorzio e passata in cosa giudicata, in termini di appalto di servizi, anziché di accordo tra amministrazioni). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 10 dicembre 2020, n.28179.




Esecuzione forzata: l’ordine di cancellazione dei vincoli va eseguito immediatamente

Espropriazione e vendita forzata immobiliare - Decreto di trasferimento del bene - Ordine di cancellazione dei gravami - Contestuale estinzione dei vincoli - Cancellazione immediata indipendentemente dal decorso del termine di proponibilità delle opposizioni

Nel procedimento di espropriazione e vendita forzata immobiliare, il decreto di trasferimento del bene, recante l'ordine di cancellazione dei gravami sul medesimo (tra cui i pignoramenti e le ipoteche), determina il trasferimento del diritto oggetto della procedura espropriativa libero da quei pesi e quindi la contestuale estinzione dei medesimi vincoli, dei quali il Conservatore dei registri immobiliari (oggi Ufficio provinciale del territorio - Servizio di pubblicità immobiliare, istituito presso l'Agenzia delle Entrate) è tenuto ad eseguire la cancellazione immediatamente, in ogni caso indipendentemente dal decorso del termine di proponibilità delle opposizioni esecutive a norma dell'art. 617 cod. proc. civ.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 14 dicembre 2020, n.28387.



  

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