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Licenziamento – Intimazione prima del termine del comporto – Nullità

Il licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia od infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo per violazione della norma imperativa di cui all'art. 2110 cod. civ., comma 2. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 maggio 2018, n.12568.




Liquidazione – Colpa medica – Detraibilità indennità di accompagnamento

Dall'ammontare del danno subito da un neonato in fattispecie di colpa medica, e consistente nelle spese da sostenere vita natural durante per l'assistenza personale, deve sottrarsi il valore capitalizzato della indennità di accompagnamento che la vittima abbia comunque ottenuto dall'Inps in conseguenza di quel fatto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 maggio 2018, n.12567.




Liquidazione - Detraibilità dell’indennità da assicurazione contro i danni

Il danno da fatto illecito deve essere liquidato sottraendo dall'ammontare del danno risarcibile l'importo dell'indennità assicurativa derivante da assicurazione contro i danni che il danneggiato-assicurato abbia riscosso in conseguenza di quel fatto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 maggio 2018, n.12565.




Liquidazione - Detraibilità della pensione di reversibilità

Dal risarcimento del danno patrimoniale patito dal familiare di persona deceduta per colpa altrui non deve essere detratto il valore capitale della pensione di reversibilità accordata dall'Inps al familiare superstite in conseguenza della morte del congiunto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 maggio 2018, n.12564.




Titoli di credito - Assegni - Errore nell'identificazione del legittimo portatore del titolo - Inadempimento della banca - Prova di non imputabilità

Ai sensi dell'art. 43, 2° comma, legge assegni (r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736), la banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato - per errore nell'identificazione del legittimo portatore del titolo - dal pagamento di assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità a persona diversa dall'effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l'inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall'art. 1176, 2°comma, c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 21 maggio 2018, n.12477.




Liquidazione - Detraibilità della rendita INAIL per infortunio “in itinere”

L'importo della rendita per l'inabilità permanente corrisposta dall'INAIL per l'infortunio in itinere occorso al lavoratore va detratto dall'ammontare del risarcimento dovuto, allo stesso titolo, al danneggiato da parte del terzo responsabile del fatto illecito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 maggio 2018, n.12566.




Lavori di ristrutturazione o manutenzione - Immobili di proprietà di terzi - Detrazione iva - Condizioni

Deve riconoscersi il diritto alla detrazione IVA per lavori di ristrutturazione o manutenzione anche in ipotesi di immobili di proprietà di terzi, purché sia presente un nesso di strumentalità con l'attività d'impresa o professionale, anche se quest'ultima sia potenziale o di prospettiva. E ciò pur se - per cause estranee al contribuente - la predetta attività non abbia poi potuto concretamente esercitarsi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 11 maggio 2018, n.11533.




Processo amministrativo - Giudizio di ottemperanza - Interpretazione del giudicato - Rilevanza di eventuali errori del giudice dell'ottemperanza

L'interpretazione del giudicato costituisce oggetto precipuo del compito del giudice dell'ottemperanza e gli eventuali errori inerenti all'esercizio di tale compito non possono integrare la violazione dei limiti esterni della giurisdizione; essi, conseguentemente, non sono censurabili in sede di giudizio ex art. 362 c.p.c. (cfr. da ultimo Cass. S.U. 21621 del 2017 ed in precedenza tra le altre 26274 del 2016 e 20565 del 2013). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 30 marzo 2018, n.8043.




Controversia sulla legittimità di ritenute assicurativo-previdenziali - Giurisdizione tributaria - Esclusione - Giurisdizione ordinaria - Competenza del giudice del lavoro - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie

Sono devolute alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria, in funzione di giudice del lavoro, le controversie concernenti la legittimità delle trattenute assicurativo-previdenziali operate dal datore di lavoro su somme corrisposte al lavoratore, trattandosi di materia previdenziale alla quale è del tutto estranea la giurisdizione tributaria, mancando del tutto un atto qualificato, rientrante nelle tipologie di cui all’art. 19, d.lgs. n. 546 del 1992 o ad esse assimilabili, che costituisca esercizio del potere impositivo sussumibile nello schema potestà-soggezione proprio del rapporto tributario. (Nella fattispecie, la S.C. ha così regolato la giurisdizione in un’ipotesi in cui il giudice del lavoro, a seguito di un’opposizione a precetto proposta dal datore di lavoro contro l'esecuzione minacciata dal lavoratore per il pagamento della differenza tra la somma lorda oggetto di un verbale conciliativo e la somma effettivamente versata al netto delle ritenute fiscali e previdenziali, aveva declinato la propria giurisdizione, ritenendo la causa interamente devoluta alla giurisdizione tributaria, incluso il capo di domanda relativo alle spese di precetto). Cassazione Sez. Un. Civili, 03 novembre 2017, n.26149.




Controversia sulla legittimità di ritenute assicurativo-previdenziali - Giurisdizione tributaria - Esclusione - Giurisdizione ordinaria - Competenza del giudice del lavoro - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie

Sono devolute alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria, in funzione di giudice del lavoro, le controversie concernenti la legittimità delle trattenute assicurativo-previdenziali operate dal datore di lavoro su somme corrisposte al lavoratore, trattandosi di materia previdenziale alla quale è del tutto estranea la giurisdizione tributaria, mancando del tutto un atto qualificato, rientrante nelle tipologie di cui all’art. 19, d.lgs. n. 546 del 1992 o ad esse assimilabili, che costituisca esercizio del potere impositivo sussumibile nello schema potestà-soggezione proprio del rapporto tributario. (Nella fattispecie, la S.C. ha così regolato la giurisdizione in un’ipotesi in cui il giudice del lavoro, a seguito di un’opposizione a precetto proposta dal datore di lavoro contro l'esecuzione minacciata dal lavoratore per il pagamento della differenza tra la somma lorda oggetto di un verbale conciliativo e la somma effettivamente versata al netto delle ritenute fiscali e previdenziali, aveva declinato la propria giurisdizione, ritenendo la causa interamente devoluta alla giurisdizione tributaria, incluso il capo di domanda relativo alle spese di precetto). Cassazione Sez. Un. Civili, 03 novembre 2017, n.26149.



  

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