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Ultime 10 decisioni pubblicate su questo sito


Obbligazioni e contratti – Domanda di adempimento – Domanda subordinata di arricchimento senza causa – Introduzione con la prima memoria ex art. 183 c.p.c. – Ammissibilità

E' ammissibile la domanda di arricchimento senza causa ex art. 2041 c.c. proposta, in via subordinata, con la prima memoria ex art. 183 c.p.c., comma 6, nel corso del processo introdotto con domanda di adempimento contrattuale, qualora si riferisca alla medesima vicenda sostanziale dedotta in giudizio, trattandosi di domanda comunque connessa (per incompatibilità) a quella inizialmente formulata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 settembre 2018, n.22404.




Assicurazione della responsabilità civile - Clausole "on claims made basis" - Test di meritevolezza - Tutela invocabile dal contraente assicurato

Il modello dell'assicurazione della responsabilità civile con clausole "on claims made basis", che è volto ad indennizzare il rischio dell'impoverimento del patrimonio dell'assicurato pur sempre a seguito di un sinistro, inteso come accadimento materiale, è partecipe del tipo dell'assicurazione contro i danni, quale deroga consentita al primo comma dell'art. 1917 c.c., non incidendo sulla funzione assicurativa il meccanismo di operatività della polizza legato alla richiesta risarcitoria del terzo danneggiato comunicata all'assicuratore. Ne consegue che, rispetto al singolo contratto di assicurazione, non si impone un test di meritevolezza degli interessi perseguiti dalle parti, ai sensi dell'art. 1322, secondo comma, c.c., ma la tutela invocabile dal contraente assicurato può investire, in termini di effettività, diversi piani, dalla fase che precede la conclusione del contratto sino a quella dell'attuazione del rapporto, con attivazione dei rimedi pertinenti ai profili implicati, ossia (esemplificando): responsabilità risarcitoria precontrattuale anche nel caso di contratto concluso a condizioni svantaggiose; nullità, anche parziale, del contratto per difetto di causa in concreto, con conformazione secondo le congruenti indicazioni di legge o, comunque, secondo il principio dell'adeguatezza del contratto assicurativo allo scopo pratico perseguito dai contraenti; conformazione del rapporto in caso di clausola abusiva (come quella di recesso in caso di denuncia di sinistro). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 settembre 2018, n.22437.




Scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio – Pensione di riversibilità – Titolarità dell'assegno – Titolarità attuale e concretamente fruibile dell'assegno divorzile al momento della morte dell'ex coniuge

Ai fini del riconoscimento della pensione di riversibilità, in favore del coniuge nei cui confronti è stato dichiarato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, ai sensi dell'art. 9 della legge 1 dicembre 1970 n. 898, nel testo modificato dall'art. 13 della legge 6 marzo 1987 n. 74, la titolarità dell'assegno, di cui all'articolo 5 della stessa legge 1 dicembre 1970 n. 898, deve intendersi come titolarità attuale e concretamente fruibile dell'assegno divorzile, al momento della morte dell'ex coniuge, e non già come titolarità astratta del diritto all'assegno divorzile che è stato in precedenza soddisfatto con la corresponsione in un'unica soluzione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 settembre 2018, n.22434.




Avvocato - Giudizi disciplinari - Potere del C.O.A. di conoscere dell'esecuzione delle sanzioni disciplinari irrogate - Esclusione - Fondamento

Le funzioni esercitate in materia disciplinare dai Consigli dell'Ordine degli Avvocati, così come il relativo procedimento, hanno natura amministrativa e non giurisdizionale, sicché essi non hanno il potere di conoscere dell'esecuzione delle sanzioni irrogate nei confronti degli iscritti, non potendosi in senso contrario invocare l'art. 35 del Regolamento C.N.F. n. 2 del 2014, la cui disciplina attiene - salva l'ipotesi della sospensione - agli aspetti meramente amministrativi dell'esecuzione. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 luglio 2018, n.19652.




Avvocato – Giudizi disciplinari – Art. 41 (già art. 27) del codice deontologico forense – Tassatività delle eccezioni al divieto di corrispondenza con la controparte munita di difensore – Esclusione – Fondamento – Fattispecie

Sia nel codice deontologico relativo alla professione forense previgente, che in quello attualmente in vigore, l'elencazione delle eccezioni al divieto di inviare direttamente corrispondenza alla controparte ha una portata meramente esemplificativa, rientrandovi anche le ipotesi, non specificamente previste, nelle quali il collega della controparte sia stato informato o la corrispondenza sia stata inviata anche a lui e non siano rilevabili elementi idonei a denotare una mancanza di lealtà e correttezza nell'operato del mittente o nel contenuto della corrispondenza. Tra dette eccezioni va, pertanto, ricondotto l'invio di una lettera raccomandata alla controparte, nella quale - senza richiedersi alla stessa il compimento di determinati comportamenti - siano fornite informazioni di fatti significativi nell'ambito dei rapporti intercorsi tra le parti, come l'avvenuto pagamento del debito da parte dei propri assistiti, posto che una simile corrispondenza ha contenuto di natura sostanziale e risulta diretta ad evitare l'inizio di procedure esecutive od altre iniziative pregiudizievoli, rivelando una finalità di prevenzione non dissimile da quella di molte delle eccezioni annoverate nella predetta elencazione non tassativa. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di merito che aveva sanzionato con l'ammonimento un avvocato per aver inviato, non solo direttamente al legale della parte antagonista, ma anche per conoscenza a quest'ultima, insieme con l'assegno circolare ad essa intestato ad estinzione del debito dei propri assistiti, una lettera raccomandata, contenente alcune contestazioni ad un conteggio asseritamente non corrispondente al tariffario forense effettuato dal collega avversario). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 luglio 2018, n.17534.




Avvocato - Giudizi disciplinari - Ricorso per cassazione avverso le decisioni del Consiglio nazionale forense - Notificazione del provvedimento ad avvocato sottoposto a procedimento disciplinare - Termine lungo per impugnare - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie

La proposizione del ricorso per cassazione contro le decisioni rese dal Consiglio nazionale forense su provvedimenti disciplinari a carico di avvocati è soggetta al termine cd. lungo di cui all'art. 327 c.p.c. ove non vi sia stata valida notificazione d'ufficio della decisione impugnata e nessuna delle parti interessate abbia provveduto alla notificazione stessa di propria iniziativa. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto operante il termine "lungo" in relazione all'impugnazione di una decisione disciplinare del CNF notificata d'ufficio all'avvocato - che non aveva eletto domicilio nel comune sede dell'ufficio procedente - presso lo stesso CNF forense e non all'indirizzo PEC indicato al Consiglio dell'ordine di appartenenza, nonostante tale indirizzo non risultasse inaccessibile). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 agosto 2018, n.19526.




Straniero - Giurisdizione - Clausola contrattuale attributiva della competenza - Attributiva anche della giurisdizione - Deroga ai criteri speciali - Sussistenza - Fondamento

La clausola contrattuale attributiva della competenza ad un giudice di un determinato Stato - la quale deve intendersi normalmente intesa a conferire la giurisdizione ai giudici appartenenti al sistema giurisdizionale di quello Stato -, ove abbia natura esclusiva ai sensi dell'art. 23 del regolamento CE del Consiglio n. 44/2001 applicabile "ratione temporis", è idonea a derogare non solo ai criteri generali della giurisdizione, ma anche a quelli speciali previsti dall'art. 6 del regolamento cit. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 31 luglio 2018, n.20349.




Opposizione a cartella esattoriale – Pagamento di servizio comunale a tariffa piena – Contestazione nel merito dell’esclusione dall’applicazione della tariffa agevolata – Potere di disapplicazione dell’atto amministrativo – Non sussiste

Il potere di disapplicazione degli atti amministrativi può essere esercitato anche nelle controversie in cui sia parte la pubblica amministrazione, e non già soltanto in quelle tra privati. Ai fini dell’esercizio in concreto di tale potere è necessario che: a) il provvedimento amministrativo non costituisca l’oggetto della controversia, ma si configuri quale mero antecedente logico, sicché la questione della sua legittimità si prospetti come pregiudiziale in senso tecnico e non come principale; b) il provvedimento sia affetto da vizi di legittimità, come tali lesivi di diritti – mentre il sindacato del giudice è escluso con riguardo alle valutazioni di merito attinenti all’esercizio del potere discrezionale dell’amministrazione.
[Nella fattispecie, è stata confermata la riforma della sentenza di primo grado che aveva censurato nel merito la scelta del Comune di prevedere, ai fini dell’esclusione dal beneficio del pagamento della mensa scolastica a tariffa agevolata, accanto all’ISEE, criteri ulteriori di selezione – nel caso specifico, il possesso o l’utilizzo di veicoli di grossa cilindrata.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione Sez. Un. Civili, 25 maggio 2018, n.13193.




Avvocato – Procedimento disciplinare – Qualità di amministratore di società di capitali – Incompatibilità – Sussiste – Natura di società sportiva dilettantistica – Irrilevanza

Ai fini dell’incompatibilità tra la carica di amministratore di S.r.l. e l’iscrizione all’albo professionale degli avvocati, l’affermazione secondo cui la società non ha finalità lucrativa non è comunque rilevante a fronte dell’attività commerciale svolta da una società di capitali come è la S.r.l.

[Nella fattispecie, era stata dedotta in giudizio l’attività ludico-sportiva della società, svolta nell’ambito di una federazione dilettantistica.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione Sez. Un. Civili, 01 giugno 2018, n.14131.




Contratto stipulato da azienda speciale posseduta dallo Stato o da un ente pubblico - Forma scritta - Necessità - Esclusione - Fondamento

In virtù della natura imprenditoriale dell’attività svolta dall'azienda speciale di ente territoriale e della sua autonomia organizzativa e gestionale dall'ente di riferimento, l'azienda stessa, pur appartenendo al sistema con il quale l’amministrazione locale gestisce servizi pubblici aventi finalità sociale e di promozione dello sviluppo delle comunità locali, non può qualificarsi pubblica amministrazione in senso stretto, sicché per i suoi contratti non è imposta la forma scritta “ad substantiam” ai sensi degli artt. 16 e 17 del r.d. n. 2440 del 1923 e vige, al contrario, il principio generale della libertà delle forme di manifestazione della volontà negoziale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 09 agosto 2018, n.20684.



  

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