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Merito - 2016


Interventi di riqualificazione energetica – Su immobili locali a terzi – Diritto alla agevolazione – Sussiste

Ai sensi dell’art. 1, comma 344 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il diritto di portare in detrazione, nella misura consentita, le spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici è subordinato alla circostanza che gli interventi siano realizzati su «edifici esistenti». La normativa fiscale in materia di riqualificazione energetica è finalizzata a promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti ed ha un obiettivo generalizzato sia oggettivo, perché riguarda unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale (cioè abitazioni, uffici, negozi ecc.), sia soggettivo, perché riguarda persone fisiche, imprenditori e non, e società o enti titolari di reddito di impresa”; essa è, dunque, condizionata soltanto al rispetto di alcuni adempimenti formali e sostanziali, di cui all’art. 4 ss. del DM 19.2.2007, idonei a certificare che l’intervento eseguito determini un effettivo risparmio energetico. Tale diritto generalizzato all’agevolazione trova conferma anche nel testo della norma e del decreto attuativo, art. 2 del DM 19.2.2007, che non prevede eccezioni. Ne consegue che l’agevolazione spetta al titolare del fabbricato a prescindere dalla sua destinazione commerciale: in particolare, il bonus sul risparmio energetico spetta anche sugli immobili locati dalle società, dato che la norma non prevede alcuna preclusione in tal senso (CTR Milano, n. 2549 del 2015). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Lombardia - Milano 28 novembre 2016.




Beneficio cd. prima casa – Abitazioni di lusso – Esclusione – Concetto di “abitazione di lusso” – Immobile con superficie utile complessiva superiore a 240 mq – Elementi da includere nella metratura – Muri perimetrali, muri divisori – Inclusioni – Sussiste – Sottotetto utilizzato come deposito – Inclusione – Sussiste

Ai fini della individuazione di una abitazione di lusso, al fine di escludere il beneficio cd. prima casa, la superficie utile deve essere determinata guardando alla «utilizzabilità degli ambienti» a prescindere dalla loro effettiva abitabilità, costituendo tale requisito, il parametro idoneo ad esprimere il carattere "lussuoso" di una abitazione. Ne consegue che il concetto di superficie utile non può restrittivamente identificarsi con la sola “superficie abitabile”: in tanto uno spazio può essere incluso nella metratura in quanto sia, anche solo potenzialmente, utilizzabile. Quanto, in particolare, al sottotetto esso è da includere nel computo dei metri quadrati avendo una sua concreta potenzialità d’uso, come il fatto di essere destinato “a mo’ di deposito”. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Milano 28 novembre 2016.




Notariato - Spese del Consiglio Notarile - Art. 93 Legge Notarile 89/1913 - Art. 14 R.D.L. 1324/1923 - Applicazione del criterio a scaglioni - Illegittimità

Deve essere calcolata con criterio proporzionale e non progressivo a scaglioni la tassa annuale per supplire alle spese del Consiglio notarle di cui agli articoli 93 Legge Notarile 89/1913 (la quale prevede che per supplire alle spese del Consiglio Notarile è imposta ai notai una tassa annuale “in proporzione” dei proventi riscossi da ciascuno di essi per l’anno precedente) e 14 R.D.L. 1324/1923 (che consente ai Collegi Notarili di aumentare il limite stabilito dall’art. 93 citato con tassa annua ripartita tra tutti i notai del distretto “in proporzione” all’ammontare complessivo degli onorari loro spettanti). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Brescia 28 ottobre 2016.




Contestazione / irrogazione sanzione – Termini – Possibilità del cd. raddoppio – Onere della denuncia – Necessità che sia intervenuta prima della scadenza del termine originario – Sussiste – Legge di Stabilità 2016

Per effetto della norma transitoria contenuta nella Legge di Stabilità 2016, che ha di fatto abrogato la “clausola di salvaguardia” contenuta nel precedente D.Lgs. n.128/15, per gli accertamento aventi ad oggetto i periodi d’imposta precedenti al 2015, il raddoppio dei termini opera soltanto se la comunicazione di reato è intervenuta prima della scadenza dei termini ordinari introdotti a pena di decadenza. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Lombardia - Milano 21 settembre 2016.




Nullità dell’iscrizione ipotecaria ex art. 77 del DPR 602/1973 – Omessa comunicazione preventiva ai sensi dell’art. 77, comma II bis del DPR 602/1973 – Violazione del contraddittorio endoprocedimentale

Il Tribunale di Fermo – Sez. Lavoro – con sentenza pronunciata in data 08 settembre 2016 ha annullato completamente l’iscrizione ipotecaria iscritta da Equitalia Centro Spa su un immobile di un soggetto debitore nei confronti dell’INPS, in quanto, l’Agente della riscossione ha omesso di notificare preventivamente la c.d. “comunicazione preventiva” di cui all’art. 77, comma 2-bis DPR 29 settembre 1973 nr. 602 violando, così, il “contraddittorio endo-procedimentale” sancito dalle SS.UU. con sent. 19667/2014. (Diego Cuccù) (riproduzione riservata) Tribunale Fermo 08 settembre 2016.




Nullità del ruolo per difetto di sottoscrizione – Mancata prova da parte dell’Ufficio della qualifica di Direttore firmatario del ruolo – Mancata produzione della delega alla firma – Violazione degli artt. 12, comma IV DPR 602/1973, 42, I comma, DPR 600/73, 21 septies L. 241/1990 e 21 octies L. 241/1990 – Tardività dell’appello da parte dell’Ufficio delle Entrate – Violazione dell’art. 51, comma I, D.L.vo 546/92 – Validità della notificazione a mezzo PEC della sentenza ai fini della decorrenza del termine breve – Applicabilità dell’art. 4 DPR 68/2005 – Condanna alle spese a carico dell’Ufficio delle Entrate

La Commissione Tributaria Regionale di Ancona – Sez. VI – Pres. Dott. Libero ZINNO – con sentenza nr. 534/2016 pubblicata in data 26 Agosto 2016, respingeva il ricorso dell’Ufficio annullando il ruolo contenuto nella cartella esattoriale poiché sottoscritto da un soggetto privo della qualifica dirigenziale e senza che lo stesso Ufficio avesse fornito la  prova di una valida delega. La CTR di Ancona, in conformità all’arresto della Suprema Corte con le sentenze nn. 22810, 22800 e 22803 del 09 Novembre 2015, ha ritenuto che, a seguito della contestazione della firma da parte del contribuente, è onere dell’Ufficio provare la qualifica del soggetto firmatario del ruolo, o in alternativa, dare la prova dell’esistenza di una valida delega (Conf. 22803 del 09.11.2015 CTR di Palermo con Sent. nr. 965/21/16 e dalla CTP di Enna nr. 1318/01/2015).
Sempre la CTR di Ancona precisava, altresì, che la notifica ai fini della decorrenza del termine breve per la proposizione dell’appello è valida anche se effettuata a mezzo PEC ai sensi dell’art. 4 del DPR 68/2005; pertanto il ricorso da parte dell’Ufficio era tardivo. (Diego Cuccù) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria regionale Ancona 26 agosto 2016.




Interruzione del giudizio tributario ai sensi dell’art. 43 D.Lgs. 546/1992 ed istanza di riassunzione – Necessità di notifica al successore della parte convenuta, colpita dall’evento interruttivo, della istanza di riassunzione e del provvedimento Presidenziale conseguente

Nel caso di interruzione del giudizio ex art. 40 D.Lgs. 546/1992 conseguente al venir meno di una delle parti (nel caso di specie, l’estinzione di una società a responsabilità limitata), al fine di una valida e tempestiva riassunzione è necessario che al successore della parte colpita dall’evento interruttivo (soggetto sino ad allora estraneo al giudizio de quo) sia notificata, sia l’istanza di trattazione promossa dalla parte avente interesse, sia il conseguente avviso di trattazione in pubblica udienza.  
Trattandosi di individuare la disciplina della riassunzione del giudizio interrotto per le parti non costituite in giudizio in precedenza, si deve ritenere che a tale adempimento sia onerata la parte interessata alla riassunzione, in applicazione dell’art. 303 c.p.c., applicabile al procedimento tributario in virtù del rinvio contenuto nell’art. 1 comma 2 D.Lgs. 546/1992, sicché, qualora tale onere non sia soddisfatto entro il termine di sei mesi previsto dall’art. 43 comma 2 D.Lgs. 546/1992, il giudizio deve essere dichiarato estinto. (Paolo Martini) (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria regionale Firenze 30 giugno 2016.




Imposta sul valore aggiunto (IVA) – Attività di radiodiffusione pubblica – Finanziamento tramite canone legale obbligatorio – Prestazione di servizi ai fini IVA – Esclusione

L’articolo 2, punto 1, della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari – Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, deve essere interpretato nel senso che un’attività di radiodiffusione pubblica, come quella di cui al procedimento principale, finanziata mediante un canone legale obbligatorio versato dai proprietari o dai detentori di un ricevitore radiofonico e esercitata da una società di radiodiffusione istituita dalla legge non costituisce una prestazione di servizi «effettuata a titolo oneroso», ai sensi di tale disposizione, e non rientra quindi nell’ambito di applicazione di tale direttiva. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE 22 giugno 2016.




Irap – Requisito della autonoma organizzazione – Professioni intellettuali – Requisiti

Con riguardo al presupposto dell’IRAP, il requisito dell’autonoma organizzazione - previsto dall’art. 2 del d.lgs. 15 settembre 1997, n. 496 - ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive (Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 10 maggio 2016 n. 9451). Deroga all’esigenza di accertamento giudiziale, l’esercizio di professioni in forma societaria che costituisce "ex lege" presupposto dell'imposta regionale sulle attività produttive, senza che occorra accertare in concreto la sussistenza di un'autonoma organizzazione, questa essendo implicita nella forma di esercizio dell'attività (Cass. civ., Sez. Un., sentenza 14 aprile 2016 n. 7371, Pres. Rovelli, rel. Greco). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Milano 22 giugno 2016.




Art. 1223 c.c. – Interpretazione orientata secondo la CEDU – Quantum risarcimento – Parametrato al prezzo netto dall’imposizione fiscale

Per effetto di una lettura convenzionalmente orientata della previsione dell’art. 1223 del codice civile italiano, alla luce della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nella quantificazione del danno patrimoniale, dev’essere scorporato il quantum risarcito, parametrato al prezzo netto, dall’imposizione fiscale dovuta allo Stato membro, per evitare da un lato un ingiustificato arricchimento del risarcito e, dall’altro, un falsamento delle regole concorrenziali del mercato (cfr. ad es. sentenza CEDU Petri Testaferrata Bonici Ghaxaq c. Malta, No. 26771/07, 3 settembre 2013, § 25). Infatti, l’incameramento da parte del soggetto risarcito anche dell’Iva, spettante all’Erario in caso di normale compravendita, andrebbe oltre la ricostituzione per equivalente della situazione anteriore all’inadempimento contrattuale. Per le esposte ragioni, copia della sentenza dev’essere tramessa all’Agenzia delle Entrate per gli eventuali adempimenti di competenza. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 21 giugno 2016.




Beneficio cd. prima casa – Abitazioni di lusso – Esclusione – Concetto di “abitazione di lusso” – Immobile con superficie utile complessiva superiore a 240 mq – Elementi da includere nella metratura – Muri perimetrali, muri divisori – Inclusioni – Sussiste

Ai fini della individuazione di una abitazione di lusso, al fine di escludere il beneficio cd. prima casa, la superficie utile deve essere determinata guardando alla «utilizzabilità degli ambienti» a prescindere dalla loro effettiva abitabilità, costituendo tale requisito, il parametro idoneo ad esprimere il carattere "lussuoso" di una abitazione. Ne consegue che il concetto di superficie utile non può restrittivamente identificarsi con la sola “superficie abitabile. Per l’effetto, il Decreto Ministeriale 2 agosto 1969, n. 1072, articolo 6, deve essere interpretato nel senso che l’inciso del testo normativo contenuto in parentesi – “(esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine)” – esplica, definendone in negativo la portata semantica, il senso dell’aggettivo “utile” contenuto nella prima parte della disposizione; è, cioè, “utile” tutta la superficie dell’unità immobiliare diversa dagli spazi indicati nella parentesi. Nel calcolo dei 240 mq rientrano, dunque, anche le murature, i pilastri, i tramezzi e i vani di porte e finestre. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Milano 25 maggio 2016.




Rinvio pregiudiziale – Libertà di stabilimento – Articolo 49 TFUE – Normativa di uno Stato membro che impone agli enti creditizi l’obbligo di comunicare all’amministrazione tributaria determinate informazioni relative agli attivi di clienti deceduti, ai fini della riscossione dell’imposta sulle successioni – Applicazione di detta normativa alle succursali aventi sede in un altro Stato membro in cui il segreto bancario vieta, in linea di principio, tale comunicazione

Il solo fatto che un obbligo di dichiarazione, come quello di cui trattasi nel procedimento principale, non sia previsto dal diritto austriaco non può condurre a escludere che la Repubblica federale di Germania possa prevedere tale obbligo. Risulta infatti dalla giurisprudenza della Corte che la libertà di stabilimento non può essere intesa nel senso che uno Stato membro sia obbligato a fissare le proprie disposizioni tributarie e, in particolare, un obbligo di dichiarazione come quello di cui trattasi nel procedimento principale, in funzione di quelle di un altro Stato membro, per garantire in tutte le situazioni che sia cancellata qualsiasi disparità derivante dalle normative nazionali (v., in tal senso, sentenze Columbus Container Services, C-298/05, EU:C:2007:754, punto 51, e National Grid Indus, C-371/10, EU:C:2011:785, punto 62).
Alla luce dell’insieme delle considerazioni che precedono, occorre rispondere alla questione presentata dichiarando che l’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che non osta alla normativa di uno Stato membro che impone agli enti creditizi aventi sede sociale in tale Stato membro di dichiarare alle autorità nazionali gli attivi depositati o gestiti presso le loro succursali non indipendenti stabilite in un altro Stato membro, in caso di decesso del titolare di tali attivi residente nel primo Stato membro, qualora il secondo Stato membro non preveda alcun obbligo di dichiarazione analogo e gli enti creditizi siano ivi assoggettati a un segreto bancario la cui violazione è sanzionata penalmente.(Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Corte Giustizia UE 14 aprile 2016.




Tributi erariali indiretti – Imposta sul Valore Aggiunto (I.V.A.) – Accertamento e riscossione – In genere – Operazioni soggettivamente inesistenti – Distribuzione dell’onere della prova

Rigetto dell’appello – Sussistenza dei presupposti per l’applicazione al contenzioso tributario dell’art. 13, comma 1 quater, D.P.R. n. 115/2002, come mod. dall’art. 1, comma 17, L. 228/2012


Spetta all’Amministrazione Finanziaria, la quale contesti il diritto del contribuente a portare in detrazione l’IVA pagata su fatture emesse da soggetto diverso dall’effettivo cedente del bene o del servizio, provare che il contribuente, al momento in cui acquistò il bene o il servizio, sapesse o potesse sapere, con l’uso dell’ordinaria diligenza, che il soggetto formalmente cedente abbia, con l’emissione della relativa fattura, evaso l’imposta o compiuto una frode. La relativa prova può essere fornita anche attraverso presunzioni semplici, dimostrando che, al momento in cui pagò l’imposta che successivamente intese portare in detrazione, il contribuente disponeva di elementi tali da porre sull’avviso qualunque imprenditore onesto e mediamente esperto, incombendo sul predetto contribuente, a fronte di siffatte dimostrazioni, la prova contraria. (Sonia Porreca) (riproduzione riservata)

L’art. 13, comma 1 quater, T.U. Spese di Giustizia si applica anche al processo tributario, in mancanza di una disposizione espressa di segno contrario che limiti l’ambito applicativo della norma, avente generale finalità deflattiva, al solo processo civile. In caso di rigetto integrale dell’impugnazione proposta dalla parte privata, quindi, a far data dall’entrata in vigore dell’art. 1, comma 17, L. n. 228/2012, anche nel processo tributario di merito, e non solo nel giudizio di legittimità, per il quale vi era già il richiamo specifico dell’art. 261 TU Spese di Giustizia, sussistono i presupposti per dare atto dell’obbligo della parte soccombente di essere tenuta alla contribuzione aggiuntiva. (Sonia Porreca) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria regionale Milano 14 aprile 2016.




Atti impugnabili – Autotutela parziale – Impugnabilità in corso di causa – Autotutela sostitutiva – Ammissibilità

La domanda relativa all’impugnazione di un atto di autotutela parziale è ammissibile apparendo l’atto successivamente emesso ed impugnato non espressione del potere di autotutela integrativa (ex articolo 43, comma 4, Dpr 600/1973) ma, piuttosto, del potere di autotutela sostitutivo, esperibile anche in assenza di sopravvenute conoscenze. (Francesco Dimichina) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Bologna 11 aprile 2016.




Cartella esattoriale - Notifica - Iscrizione di ipoteca - Prescrizione -  Termine quinquennale - Applicabilità - Non applicabilità art. 2953 c.c.

Il contribuente che ha ricevuto la notifica della cartella esattoriale avente ad oggetto contributi previdenziali, può subire l'iscrizione di una ipoteca entro il termine massimo di cinque anni, e l'ipoteca iscritta dopo questo termine è illegittima. L’azione esecutiva rivolta al recupero del credito previdenziale non tempestivamente opposto non è soggetta al termine decennale di prescrizione dell’actio iudicati di cui all’art. 2953 c.c., ma al termine proprio della riscossione dei contributi e quindi al termine quinquennale introdotto dalla legge n. 335/1995. La cartella esattoriale non opposta, infatti, non può assimilarsi ad un titolo giudiziale essendo, al contrario formata unilateralmente dallo stesso ente previdenziale, motivo per cui non può applicarsi al credito ivi contenuto la prescrizione decennale conseguente ad una sentenza di condanna passata in giudicato, ex cit. art. 2953 c.c. La perentorietà del termine fissato dall’art. 24, comma 5, del decreto legislativo n. 46/99, determina effetti analoghi al giudicato ma, in assenza di un’espressa previsione legislativa in tal senso, non possono ritenersi del tutto equiparabili al giudicato di formazione giudiziale. Solo l’accertamento giudiziale può determinare l’allungamento del periodo prescrizionale di un credito (in ipotesi più breve), e ciò, per effetto dell’intervento del sindacato del giudice che ha verificato la fondatezza della pretesa azionata Conseguentemente, la mera non opposizione della cartella di pagamento, non può determinare una modificazione del regime della prescrizione quinquennale dei crediti previdenziali. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Tribunale Trento 08 marzo 2016.




Entrate patrimoniali dello Stato – Riscossione delle Entrate – r.d. 639 del 1910 – Applicabilità per la società concessionaria di servizio pubblico e a partecipazione pubblica – Esclusione

Una società a responsabilità limitata, ancorché concessionaria esercente servizio pubblico (idrico integrato nella specie) e benché partecipata di secondo grado da enti pubblici territoriali, non ha il potere di emettere ingiunzione ex artt. 2 e 3 rd 639/1910 per il recupero crediti. Infatti, il potere di emettere l’ingiunzione è dalla legge riconosciuto alla sola pubblica amministrazione in senso stretto, intesa come ente amministrativo pubblico, dotato di soggettività pubblicistica. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 04 febbraio 2016.




Cartella di pagamento - Notificazione - Persona diversa dal destinatario - Comunicazione di avvenuta notificazione - Conseguenze

È affetta da nullità la cartella di pagamento notificata da Equitalia mediante spedizione diretta della raccomandata postale, qualora il plico sia stato consegnato a persona diversa dal destinatario ed a quest'ultimo non sia stata trasmessa l'ulteriore raccomandata recante la comunicazione di avvenuta notificazione (c.d. CAN). (Angelo Ginex) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Campobasso 01 febbraio 2016.




Nuove determinazioni di classamento e rendita catastale – Controllo d’ufficio in autotutela – Eccezione di nullità – Difetto di motivazione dell’atto – Condanna dell’Ufficio alle spese

E’ nullo l’avviso di accertamento recante nuove determinazioni di classamento e rendita catastale eseguite dall’ufficio in autotutela se la rettifica non è supportata da concrete motivazioni, non potendo le stesse essere prodotte in sede di discussione del ricorso. (Enrico Guarducci) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Perugia 28 gennaio 2016.




Cartella esattoriale - Raccomandate informativa - Omessa spedizione - Nullità della notifica - Esclusione

L’omessa spedizione della “raccomandata informativa” dell’effettuata notifica della cartella esattoriale (dopo l’entrata in vigore del D.L. 4 luglio 2006 n. 223) non comporta la nullità della notifica, tuttavia può rilevare allorquando, oltre alla conoscenza legale, il legislatore attribuisca importanza anche alla conoscenza effettiva (ai fini di una richiesta, ad esempio, di rimessione in termini). (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Napoli 07 gennaio 2016.



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