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Legittimitą, le ultime 15.
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Azienda - Conferimento con contestuale cessione, in favore di un socio della conferitaria, delle quote ottenute in contropartita dal conferente - Cessione di azienda

In caso di conferimento di azienda con contestuale cessione, in favore di un socio della conferitaria, delle quote ottenute in contropartita dal conferente, il fenomeno ha, a tal fine, carattere unitario (in conformità al principio costituzionale di capacità contributiva ed all'evoluzione della prestazione patrimoniale tributaria dal regime della tassa a quello dell'imposta) ed è configurabile come cessione di azienda, e non costituisce operazione elusiva, per cui non grava sull'Amministrazione l'onere di provare i presupposti dell'abuso di diritto, atteso che i termini giuridici della questione sono già tutti desumibili dal criterio ermeneutico di cui all'art. 20 D.P.R. n. 131 del 1986" (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 3481 del 14/02/2014; in termini Cass. 1955/15; 11769/08; 10660/03 ed altre).

Del resto, la cessione a terzi delle intere quote acquisite nella neocostituita società da parte dei conferenti l'azienda realizza i medesimi effetti della cessione di azienda, non assumendo alcuna rilevanza la parziale non identità dei soggetti che hanno preso parte ai due atti. … Nel caso in esame, infatti, è evidente che la costituzione della società semplice, con conferimento alla stessa dell'azienda di due dei tre soci, sia stata esclusivamente funzionale alla successiva cessione di quote sociali da parte dei due soci originari (al terzo socio e a familiari di questi), con la realizzazione di una cessione di azienda agricola, ciò che comporta l'applicazione della unicità della tassazione secondo il criterio della maggiore onerosità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. V, tributaria, 24 novembre 2017, n.28064.




Espropriazione forzata – Pignoramento presso terzi eseguito dall'agente di riscossione ai sensi dell'art. 72-bis d.P.R. n. 602 del 1973 – Natura di atto pubblico – Esclusione – Elenco contenente l'indicazione delle cartelle di pagamento – Fede pubblica e piena prova fino a querela di falso – Esclusione

L'atto di pignoramento presso terzi eseguito dall'agente di riscossione ai sensi dell'art. 72-bis d.P.R. n. 602 del 1973 in sede di esecuzione esattoriale, sebbene preordinato alla riscossione coattiva di crediti erariali, non acquisisce per ciò stesso la natura di atto pubblico, ai sensi e per gli effetti degli artt. 2699 e 2700 cod. civ., conservando invece quella di atto processuale di parte; ne consegue che l'attestazione ivi contenuta delle attività svolte dal funzionario che ha materialmente predisposto l'atto (nella specie, concernente l'allegazione di un elenco contenente l'indicazione delle cartelle di pagamento relative ai crediti posti in riscossione) non è assistita da fede pubblica e non fa piena prova fino a querela di falso, a differenza di quanto avviene quando l'agente di riscossione esercita - ex art. 49, comma 3, d.P.R. n. 602 del 1973 - le funzioni proprie dell'ufficiale giudiziario, ad esempio notificando il medesimo atto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 09 novembre 2017, n.26519.




Imposta di registro - Applicazione dell'imposta - Atti relativi ad operazioni soggette ad i.v.a. - Principio di alternatività - Atti sottoposti all'IVA, ancorché in linea solo teorica, perché di fatto esentati - Soggezione all'imposta proporzionale di registro - Esclusione - Atti di assegnazione di immobili a soci di cooperative

In tema d'imposta di registro, il principio dell'alternatività con l’IVA postula che gli atti sottoposti, anche solo teoricamente, perché di fatto esentati, a quest'imposta non scontino quella proporzionale di registro. In particolare, agli atti di assegnazione di immobili in favore di soci di cooperative si applica, ai sensi dell’art. 66, comma 6-bis, d.l. n. 331 del 1993 (conv. con l. n. 427 del 1993), l’imposta di registro in misura fissa, ancorché a seguito della modifica dell’art. 10, comma 8-bis, del d.P.R. n. 633 del 1972 sia stata introdotta la generalizzata esenzione dall’IVA per tutti i trasferimenti di immobili effettuati da imprese costruttrici. (Luigi Giordano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 05 luglio 2017, n.16557.




Condono tombale ex art. 9 della l. n. 289 del 2002 - Portata - Possibilità di contestazione, da parte dell’Erario, di crediti del contribuente verso il fisco - Permanenza

In tema di cd. condono tombale di cui all’art. 9 della l. n. 289 del 2002, non è inibito all’Erario l’accertamento riguardante un credito da agevolazione esposto in dichiarazione, in quanto il condono elide in tutto o in parte, per sua natura, il debito fiscale, ma non opera sui crediti che il contribuente possa vantare nei confronti del Fisco, che restano soggetti all’eventuale contestazione da parte dell’Ufficio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 06 luglio 2017, n.16692.




IVA - Iscrizione a ruolo della maggiore imposta - Controllo automatizzato scevro da profili estimativi valutativi ed atti di indagine

E' consentita la diretta iscrizione a ruolo della maggiore imposta quando il dovuto sia determinato in base ad un controllo automatizzato "scevro da profili estimativi valutativi ed atti di indagine " diversi dal reperimento di dati tratti dalla anagrafe tributaria.

La neutralità della imposizione (direttiva cee 2006 /12) armonizzata in tema di iva comporta che,pur in mancanza di presentazione della dichiarazione annuale, la eccedenza va riconosciuta ove il contribuente ha dimostrato che si tratti di detrazioni di imposta generati a seguito di acquisti ricadenti nell'ambito di operazioni imponibili eseguite da soggetto iva (annulla la sentenza della commissione tributaria regionale che negava tale diritto. (Arturo Pardi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 01 febbraio 2017, n.11135.




Tributi locali - ICI - Soggetto passivo dell'imposta - Proprietario di un bene oggetto di preliminare di compravendita con consegna anticipata del bene - Promissario acquirente - Assoggettabilità ad imposta - Esclusione - Ragioni

In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), dalla lettura combinata degli artt. 1 e 3 del d.lgs. n. 504 del 1992 si evince che soggetto passivo dell'imposta può essere soltanto il proprietario o il titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile. Ne deriva che, non potendo ritenersi soggetto passivo dell'imposta il promissario acquirente sulla base del contratto preliminare ad effetti anticipati, in quanto mero detentore qualificato, tenuto al pagamento dell'imposta è unicamente il proprietario dell'immobile compromesso in vendita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 07 giugno 2017, n.14119.




Riscossione mediante ruoli - Iscrizione a ruolo - Cartella di pagamento - Notifica - Fallimento in estensione del socio illimitatamente responsabile - Notifica al solo curatore - Insufficienza - Fattispecie

In tema di fallimento di società di persone e dei soci illimitatamente responsabili, l'atto impositivo, se inerente a crediti tributari i cui presupposti si siano determinati prima della dichiarazione di fallimento del contribuente o nel periodo d’imposta in cui tale dichiarazione è intervenuta, deve essere notificato non solo al curatore ma anche al contribuente personalmente fallito, il quale, restando esposto ai riflessi, anche sanzionatori, conseguenti alla definitività dell’atto impositivo, è eccezionalmente abilitato ad impugnarlo. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato l'accoglimento dell'impugnazione dell'avviso di mora, proposta dal socio illimitatamente responsabile e fallito in proprio, cui non era stata notificata la prodromica cartella di pagamento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 29 marzo 2017, n.8034.




Interpretazione art. 57 del d. I.vo 346/1990 - Determinazione del valore globale dei beni oggetto della donazione - Donazioni effettuate dal 25 ottobre 2001 al 28 novembre 2006

Sennonché l'art. 57 del d. I.vo 346/1990 deve essere interpretato nel senso che, ai fini della determinazione del valore globale dei beni oggetto della donazione, occorre tener conto anche delle donazioni effettuate dal 25 ottobre 2001 al 28.11.2006. A tale affermazione induce l'interpretazione letterale della norma secondo cui "...tutte le donazioni anteriormente fatte dal donante al donatario, comprese quelle presunte di cui all'art. 1, comma 3, ed escluse quelle indicate nell'art. 1, comma 4, e quelle registrate gratuitamente o con pagamento dell'imposta in misura fissa a norma degli articoli 55 e 59"; la norma, dunque, fa riferimento a tutte le donazioni intese in senso civilistico come atti di liberalità del donante a favore del donatario e non esclude le donazioni che erano fiscalmente irrilevanti perché poste in essere nel periodo dal 25.10.2001 al 28.11.2006. Una diversa interpretazione dell'art. 57 cit. avrebbe l'effetto della reintroduzione di una esenzione che, oltre a non essere prevista dalla lettera della norma, non è sorretta da una autonoma ratio legis che, anzi, in un'ottica costituzionalmente orientata, va individuata nella volontà del legislatore di determinare l'imposta in proporzione alla capacità contributiva, e dunque tenendosi conto del fatto che il beneficiario di donazioni che, nel loro complesso, superano di valore il milione di euro non può ragionevolmente godere della franchigia prevista. Diverso principio dovrebbe affermarsi nel caso in cui il legislatore riduca l'importo della franchigia perché in tal caso non sarebbe esigibile l'imposta proporzionale sulla base della nuova franchigia, pena l'applicazione retroattiva della legge di imposta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 03 maggio 2017, n.11677.




Fallimento - Accertamento del passivo - Credito tributario - Cartella notificata al fallito "in bonis" e non impugnata - Ammissione al passivo senza riserva - Necessità

Il credito tributario, documentato da cartella esattoriale notificata al fallito "in bonis" e non impugnata, dev'essere ammesso al passivo senza riserva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 ottobre 2016, n.21744.




Impugnazione dell’atto presupposto – Omissione – Successiva riscossione coattiva – Irretrattabilità del credito

L’omessa tempestiva impugnazione dell’atto benché di formazione stragiudiziale o amministrativa, suscettibile di successiva riscossione coattiva comporta l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, principio desumibile chiaramente da alcuni passaggi della motivazione di Cass. Sez. U. 17/11/2016, n. 23397, corrispondenti alla teoria dei cc.dd. titoli paragiudiziali. Non trova quindi applicazione principio per il quale colui nei cui confronti è emessa una cartella esattoriale può recuperare la tutela ordinaria avverso l’atto presupposto (oltretutto, nel rispetto del termine concesso per impugnare quest’ultimo) ove deduca essere mancata la notifica di questo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 01 marzo 2017, n.5265.




Tributi – Sanzioni – Ritardo nel versamento del tributo – Violazione sostanziale

In tema di sanzioni tributarie, dovendo la violazione meramente formale non punibile rispondere a due concorrenti requisiti - non arrecare pregiudizio all'esercizio delle azioni di controllo e, al contempo, non incidere sulla determinazione della base imponibile dell'imposta e sul versamento del tributo - il ritardo nel versamento del tributo integra una violazione sostanziale e non formale della L n.388 del 2000, art.28, commi 6 e 7, ed è sanzionato dal D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13, in quanto incide sul versamento del tributo ed arreca pregiudizio all'incasso erariale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 27 febbraio 2017, n.4960.




PVC – Onere di allegazione – Sussiste

Lo Statuto del Contribuente (L. n. 212 del 2000) all'art. 7, nel disciplinare la chiarezza e motivazione degli atti dell'amministrazione finanziaria, stabilisce che questi devono essere motivati secondo quanto prescritto dalla L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3 concernente la motivazione dei provvedimenti amministrativi, indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione. Stabilisce inoltre che se nella motivazione si fa riferimento ad un altro atto (per relationem), questo deve essere allegato all'atto che lo richiama. Ne consegue che, in caso di accertamento fondato su un PVC della Guardia di Finanza, questo deve essere allegato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 12 gennaio 2017, n.562.




IRAP - Medici convenzionati che si avvalgono di una società di servizi per l’attività di segreteria (c.d. outsourcing)

Lo svolgimento di attività di segreteria per il tramite del c.d. outsourcing non può costituire elemento identificativo dell’esistenza di un’autonoma organizzazione, non potendosi assoggettare ad un regime fiscale più rigoroso chi si procacci l’aiuto di un operatore facendo ricorso ad una ‘società di servizi’. Cassazione civile, sez. VI, 26 ottobre 2016, n.21679.




Reati tributari – Omesso versamento di ritenute o Iva, indebita compensazione – Pagamento del debito tributario – Dopo l’apertura del dibattimento – Giudizi in corso alla data di entrata in vigore del Lgs. 158/2015 – Estinzione del reato – Sussiste

Avendo l’art.11 del D.Lgs. 24 settembre 2015, n.158, nel caso dei reati di cui agli artt.10 bis, 10 ter e 10 quater, comma 1, D.Lgs. 74 del 2000, attribuito efficacia estintiva all’integrale pagamento dei debiti tributari prima dell’inizio del giudizio penale, la diversa natura assegnata al pagamento dei debito tributario, quale fatto che non riguarda più soltanto il quantum della punibilità ma l’an della punibilità, comporta che nei procedimenti in corso, anche se sia stato oltrepassato il limite temporale di rilevanza previsto dalla norma, l’imputato debba essere considerato nelle medesime condizioni fondanti l’efficacia della causa estintiva; il principio di uguaglianza impone infatti di ritenere che, sotto il profilo sostanziale, il pagamento del debito tributario assuma la medesima efficacia estintiva, sia che avvenga prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, sia, nei procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 158 del 2015, che avvenga dopo tale limite, purché prima del giudicato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 28 settembre 2016, n.40314.




Cartella esattoriale – Indicazione della misura e del metodo di calcolo degli interessi – Necessità – Sussiste – Mancanza – Nullità

La cartella esattoriale, quando essa non sia stata preceduta da un avviso di accertamento, deve essere motivata in modo congruo, sufficiente ed intellegibile, tale obbligo derivando dai principi di carattere generale indicati, per ogni provvedimento amministrativo, dalla L. n. 241 del 1990, art. 3, e recepiti, per la materia tributaria, dalla L. n. 212 del 2000, art. 7, (Cass. n. 26330 del 16/12/2009). Nel caso in cui manchi l'indicazione del tasso e del metodo di calcolo degli interessi, i contribuenti non sono posti nella condizione di controllare la correttezza del calcolo degli interessi stessi operato dall'agenzia sulla base della somma dovuta a titolo di imposta. Ne consegue la nullità. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 06 dicembre 2016, n.24933.



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