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Diritto Tributario - Merito, le ultime 50 novitą
(in ordine di data di pubblicazione su questo sito)


Transazione fiscale - Diniego - Impugnabilità davanti al giudice tributario - Sussiste - Illegittimità del diniego - Possibile - Valore offerto superiore all’attivo liquidabile - Asseverazione conforme

Il diniego di transazione fiscale è un atto impugnabile in commissione tributaria e può essere annullato dal giudice tributario qualora, alla luce del contenuto dell’asseverazione e del valore economico offerto rapportato al valore patrimoniale liquidabile, l’offerta del contribuente sia oggettivamente più idonea a soddisfare l’interesse pubblico alla riscossione. (Valerio Ficari) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Roma 01 dicembre 2017.




Azienda - Conferimento con contestuale cessione, in favore di un socio della conferitaria, delle quote ottenute in contropartita dal conferente - Cessione di azienda

In caso di conferimento di azienda con contestuale cessione, in favore di un socio della conferitaria, delle quote ottenute in contropartita dal conferente, il fenomeno ha, a tal fine, carattere unitario (in conformità al principio costituzionale di capacità contributiva ed all'evoluzione della prestazione patrimoniale tributaria dal regime della tassa a quello dell'imposta) ed è configurabile come cessione di azienda, e non costituisce operazione elusiva, per cui non grava sull'Amministrazione l'onere di provare i presupposti dell'abuso di diritto, atteso che i termini giuridici della questione sono già tutti desumibili dal criterio ermeneutico di cui all'art. 20 D.P.R. n. 131 del 1986" (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 3481 del 14/02/2014; in termini Cass. 1955/15; 11769/08; 10660/03 ed altre).

Del resto, la cessione a terzi delle intere quote acquisite nella neocostituita società da parte dei conferenti l'azienda realizza i medesimi effetti della cessione di azienda, non assumendo alcuna rilevanza la parziale non identità dei soggetti che hanno preso parte ai due atti. … Nel caso in esame, infatti, è evidente che la costituzione della società semplice, con conferimento alla stessa dell'azienda di due dei tre soci, sia stata esclusivamente funzionale alla successiva cessione di quote sociali da parte dei due soci originari (al terzo socio e a familiari di questi), con la realizzazione di una cessione di azienda agricola, ciò che comporta l'applicazione della unicità della tassazione secondo il criterio della maggiore onerosità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. V, tributaria 24 novembre 2017.




Nullità dell’atto di intimazione di pagamento per errata notificazione della cartella esattoriale – Violazione degli artt. 139 e ss. CPC – Garanzia della conoscibilità effettiva degli atti tributari – Modalità di notificazione

In tema di notificazione di un atto tributario, l’Agente della riscossione, al fine di garantire la conoscibilità effettiva dell’atto impositivo, deve eseguire le ricerche nei confronti del destinatario secondo l’ordine dei luoghi stabiliti tassativamente dall’art. 139 CPC, ovvero nel Comune di Residenza del soggetto o, se questo non è noto, in quello di dimora o del domicilio e darne atto nella relata di notifica; soltanto dopo aver esperito i suddetti tentativi, potrà essere eseguita la notificazione nelle forme di cui all’art. 60, lett. e) DPR 600/73 (notificazione agli irreperibili “assoluti).
L’errata notificazione dell’atto presupposto (cartella esattoriale), travolge anche quello successivo (atto di intimazione di pagamento). (Diego Cuccù) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria provinciale Ascoli Piceno 16 novembre 2017.




Espropriazione forzata – Pignoramento presso terzi eseguito dall'agente di riscossione ai sensi dell'art. 72-bis d.P.R. n. 602 del 1973 – Natura di atto pubblico – Esclusione – Elenco contenente l'indicazione delle cartelle di pagamento – Fede pubblica e piena prova fino a querela di falso – Esclusione

L'atto di pignoramento presso terzi eseguito dall'agente di riscossione ai sensi dell'art. 72-bis d.P.R. n. 602 del 1973 in sede di esecuzione esattoriale, sebbene preordinato alla riscossione coattiva di crediti erariali, non acquisisce per ciò stesso la natura di atto pubblico, ai sensi e per gli effetti degli artt. 2699 e 2700 cod. civ., conservando invece quella di atto processuale di parte; ne consegue che l'attestazione ivi contenuta delle attività svolte dal funzionario che ha materialmente predisposto l'atto (nella specie, concernente l'allegazione di un elenco contenente l'indicazione delle cartelle di pagamento relative ai crediti posti in riscossione) non è assistita da fede pubblica e non fa piena prova fino a querela di falso, a differenza di quanto avviene quando l'agente di riscossione esercita - ex art. 49, comma 3, d.P.R. n. 602 del 1973 - le funzioni proprie dell'ufficiale giudiziario, ad esempio notificando il medesimo atto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III 09 novembre 2017.




Avviso di accertamento – Articolo 12 comma 7 L. n. 212/2000 – Inosservanza termine dilatorio di sessanta giorni per emanazione – Illegittimità atto impositivo emesso ante tempus se non ricorrono particolari e motivate ragioni d’urgenza – Sussiste

Non sufficienza mera enunciazione nell’atto dei motivi di urgenza – Necessità effettiva sussistenza di tali requisiti – Onere prova dell’Ufficio – Sussistono

Non identificabilità specifiche ragioni d’urgenza con imminente spirare termine di decadenza per accertamento – Necessità prova da parte Ufficio di oggettiva impossibilità di adempimento obbligo – Sussiste


L’articolo 12 comma 7 L. n. 212/2000 deve essere interpretato nel senso che l’inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l’illegittimità dell’atto impositivo emesso ‘ante tempus’, poiché detto termine è posto a garanzia del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale costituisce primaria espressione dei principi, di derivazione costituzionale, di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Il vizio invalidante non consiste nella mera omessa enunciazione nell’atto dei motivi di urgenza che ne hanno determinato l’emissione anticipata, bensì nell’effettiva assenza di detto requisito, esonerativo dall’osservanza del termine, la cui ricorrenza nella concreta fattispecie e all’epoca di tale emissione, deve essere provata dall’Ufficio. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Le specifiche ragioni di urgenza non possono comunque identificarsi con l’imminente spirare del termine di decadenza per l’accertamento, giacché è dovere dell’amministrazione attivarsi tempestivamente per consentire il dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, e diversamente opinando si verrebbero a convalidare, in via generalizzata, tutti gli atti in scadenza, in contrasto col principio secondo cui il requisito dell’urgenza deve essere riferito alla concreta fattispecie, cioè al singolo rapporto tributario controverso; oggetto della prova va piuttosto individuato nella oggettiva impossibilità di adempimento dell’obbligo, traducendosi nella deduzione che l’imminente scadenza del termine di decadenza che non ha consentito di adempiere l’obbligo di legge, sia dipesa da fatti o condotte all’Ufficio non imputabili a titolo di incuria, negligenza o inefficienza. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria regionale Bologna 02 novembre 2017.




Spese a favore di associazione sportiva dilettantistica - Qualifica ex lege come spese pubblicitarie se rispettato il limite quantitativo dell’art. 90 comma 8 L. n. 289/2002 - Sussiste

Spese a favore di associazione sportiva dilettantistica - Valutazione inerenza in ordine a congruità costi rispetto a volume d’affari e oggetto sociale - Non sussiste


Artt. 90 comma 8 L. n. 289/2002, 108 comma 2 DPR n. 917/1986

Ai sensi dell’articolo 90 comma 8 L. n. 289/2002, le spese sostenute sono qualificate ex lege come pubblicitarie se si verificano quattro condizioni: il soggetto sponsorizzato è una compagine sportiva dilettantistica; è rispettato il limite quantitativo di spesa previsto dalla norma; la sponsorizzazione mira a promuovere l’immagine ed i prodotti dello sponsor; il soggetto sponsorizzato ha effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Ai fini dell’applicazione dell’articolo 90 comma 8 L. n. 289/2002, non occorre una valutazione di inerenza in ordine alla congruità dei costi rispetto al volume d’affari ed all’oggetto sociale, posto che la norma pone una presunzione assoluta, oltre che della natura di spesa pubblicitaria, altresì di inerenza della spesa stessa fino alla soglia, normativamente prefissata: consegue che deve considerarsi irrilevante ogni considerazione circa la antieconomicità della spesa in ragione della affermata irragionevole sproporzione tra l’entità della stessa rispetto al fatturato/utile di esercizio della società contribuente. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria regionale Bologna 02 novembre 2017.




Spese processuali – Principio di causalità – Legittimazione passiva – Cartella di pagamento – Notifica atto presupposto

L'esattore deve rispondere, nei confronti dell'opponente vittorioso, delle spese processuali in base al principio di causalità, che informa quello di soccombenza, dal momento che la lite trae origine dalla notificazione della cartella di pagamento, atto posto in essere proprio dall'esattore, anche se in esecuzione del rapporto che ha ad oggetto il servizio di riscossione. Lo stesso esattore inoltre, proprio perché, a mente dell’art. 39 D.Lgs. n. 112 del 1999, ha una generale legittimazione passiva nelle controversie aventi ad oggetto la riscossione delle somme di cui è incaricato, non può non rispondere dell'esito della lite, anche per ciò che concerne la materia delle spese processuali. Appello Roma 05 ottobre 2017.




Concordato preventivo – Pagamento di sanzione tributaria – Divieto – Eccezione – Fattispecie

Se è vero che la sanzione per il mancato pagamento di imposte non può essere applicata quando il termine sia scaduto dopo l’apertura della procedura di concordato, in ragione dei noti divieti, derogabili solo nei casi previsti dall’art. 182-quinquies l.fall., tale ipotesi non ricorre ove il termine per il pagamento sia scaduto prima dell’inizio della procedura concorsuale nonostante la sanzione possa essere ridotta a fronte di un pagamento immediato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Modena 21 settembre 2017.




Interruzione del giudizio tributario ai sensi dell’art. 43 D.Lgs. 546/1992 ed istanza di riassunzione – Necessità di notifica al successore della parte convenuta, colpita dall’evento interruttivo, della istanza di riassunzione e del provvedimento Presidenziale conseguente

Nel caso di interruzione del giudizio ex art. 40 D.Lgs. 546/1992 conseguente al venir meno di una delle parti (nel caso di specie, l’estinzione di una società a responsabilità limitata), al fine di una valida e tempestiva riassunzione è necessario che al successore della parte colpita dall’evento interruttivo (soggetto sino ad allora estraneo al giudizio de quo) sia notificata, sia l’istanza di trattazione promossa dalla parte avente interesse, sia il conseguente avviso di trattazione in pubblica udienza.  
Trattandosi di individuare la disciplina della riassunzione del giudizio interrotto per le parti non costituite in giudizio in precedenza, si deve ritenere che a tale adempimento sia onerata la parte interessata alla riassunzione, in applicazione dell’art. 303 c.p.c., applicabile al procedimento tributario in virtù del rinvio contenuto nell’art. 1 comma 2 D.Lgs. 546/1992, sicché, qualora tale onere non sia soddisfatto entro il termine di sei mesi previsto dall’art. 43 comma 2 D.Lgs. 546/1992, il giudizio deve essere dichiarato estinto. (Paolo Martini) (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria regionale Firenze 30 giugno 2016.




Cartella esattoriale – Prescrizione quinquennale del credito – Istanza di rateizzo – Atto di riconoscimento di debito – Esclusione

In tema di prescrizione del credito tributario, la decorrenza rimane quella quinquennale per il tipo di tributo/contributo contenuto nella cartella di pagamento non opposta (Cass. SS.UU. 23397/2016), pertanto, la mancata opposizione delle cartelle di pagamento notificate nel termine di legge non determina la formazione del titolo esecutivo dalla validità decennale.

In tema di atti interruttivi, l’istanza di rateazione non costituisce atto di riconoscimento del debito, ben potendo il contribuente, proporre domanda di rateizzo del credito presso l’Ente di Riscossione ed nel contempo promuovere azione giudiziale ai fini dell’accertamento della prescrizione del credito (Cfr. Cass. Civ. Sez. Trib., 3347/2017). (Diego Cuccù) (riproduzione riservata)
Tribunale Fermo 31 luglio 2017.




Pignoramento immobiliare – Nomina di custode giudiziario – Obbligo di dichiarare i canoni di locazione anche se non percepiti

Il pignoramento dell’immobile e la nomina del custode giudiziario non esonerano il proprietario dal dichiarare i canoni di locazione anche se non percepiti (art. 26 d.P.R. 917/1986), ferma restando la possibilità per il debitore pignorato di far valere la responsabilità del custode per il mancato adempimento delle obbligazioni che la legge gli impone. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Lombardia 31 maggio 2017.




Atti impugnabili – Autotutela parziale – Impugnabilità in corso di causa – Autotutela sostitutiva – Ammissibilità

La domanda relativa all’impugnazione di un atto di autotutela parziale è ammissibile apparendo l’atto successivamente emesso ed impugnato non espressione del potere di autotutela integrativa (ex articolo 43, comma 4, Dpr 600/1973) ma, piuttosto, del potere di autotutela sostitutivo, esperibile anche in assenza di sopravvenute conoscenze. (Francesco Dimichina) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Bologna 11 aprile 2016.




Imposta di registro - Applicazione dell'imposta - Atti relativi ad operazioni soggette ad i.v.a. - Principio di alternatività - Atti sottoposti all'IVA, ancorché in linea solo teorica, perché di fatto esentati - Soggezione all'imposta proporzionale di registro - Esclusione - Atti di assegnazione di immobili a soci di cooperative

In tema d'imposta di registro, il principio dell'alternatività con l’IVA postula che gli atti sottoposti, anche solo teoricamente, perché di fatto esentati, a quest'imposta non scontino quella proporzionale di registro. In particolare, agli atti di assegnazione di immobili in favore di soci di cooperative si applica, ai sensi dell’art. 66, comma 6-bis, d.l. n. 331 del 1993 (conv. con l. n. 427 del 1993), l’imposta di registro in misura fissa, ancorché a seguito della modifica dell’art. 10, comma 8-bis, del d.P.R. n. 633 del 1972 sia stata introdotta la generalizzata esenzione dall’IVA per tutti i trasferimenti di immobili effettuati da imprese costruttrici. (Luigi Giordano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria 05 luglio 2017.




 

In materia fiscale, l'atto unilaterale di rinuncia viene colto non già nei suoi effetti giuridici ma essenzialmente in quelli economici, con conseguente tassazione dello spostamento di ricchezza che si attua nel momento in cui un diritto si espande a scapito di un altro soggetto, prescindendo dai motivi per i quali quest'ultimo ha rinunciano al proprio diritto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Lombardia 01 giugno 2017.




Condono tombale ex art. 9 della l. n. 289 del 2002 - Portata - Possibilità di contestazione, da parte dell’Erario, di crediti del contribuente verso il fisco - Permanenza

In tema di cd. condono tombale di cui all’art. 9 della l. n. 289 del 2002, non è inibito all’Erario l’accertamento riguardante un credito da agevolazione esposto in dichiarazione, in quanto il condono elide in tutto o in parte, per sua natura, il debito fiscale, ma non opera sui crediti che il contribuente possa vantare nei confronti del Fisco, che restano soggetti all’eventuale contestazione da parte dell’Ufficio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria 06 luglio 2017.




IVA - Iscrizione a ruolo della maggiore imposta - Controllo automatizzato scevro da profili estimativi valutativi ed atti di indagine

E' consentita la diretta iscrizione a ruolo della maggiore imposta quando il dovuto sia determinato in base ad un controllo automatizzato "scevro da profili estimativi valutativi ed atti di indagine " diversi dal reperimento di dati tratti dalla anagrafe tributaria.

La neutralità della imposizione (direttiva cee 2006 /12) armonizzata in tema di iva comporta che,pur in mancanza di presentazione della dichiarazione annuale, la eccedenza va riconosciuta ove il contribuente ha dimostrato che si tratti di detrazioni di imposta generati a seguito di acquisti ricadenti nell'ambito di operazioni imponibili eseguite da soggetto iva (annulla la sentenza della commissione tributaria regionale che negava tale diritto. (Arturo Pardi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI 01 febbraio 2017.




Cartella esattoriale – Omessa modalità di calcolo di interessi e di aggi – Mancata notificazione dell’avviso bonario – Necessità – Accessori non dovuti – Comportamento inerte e ritardi della Pubblica amministrazione – Sanzioni non dovute

Gli interessi e gli aggi non sono dovuti qualora richiesti con cartella esattoriale non preceduta dall’ avviso bonario e non riportante le modalità di calcolo degli stessi in violazione del principio di carattere generale sancito per ogni provvedimento amministrativo di cui all’art. 3 della L. 241 del 1990, recepito per la materia tributaria dall’art. 7 L. 212/2000 (c.d. statuto del contribuente).

In tema di sanzioni amministrative, il mancato versamento dell’imposta dovuto ad un comportamento inerte e dilatorio della Pubblica Amministrazione configura una causa di forza maggiore in virtù dell’art. 6, comma V, D.L.vo 472/1992 e ne consegue, quindi, la non debenza delle stesse. (Diego Cuccù) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria provinciale Ascoli Piceno 22 giugno 2017.




Tributi locali - ICI - Soggetto passivo dell'imposta - Proprietario di un bene oggetto di preliminare di compravendita con consegna anticipata del bene - Promissario acquirente - Assoggettabilità ad imposta - Esclusione - Ragioni

In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), dalla lettura combinata degli artt. 1 e 3 del d.lgs. n. 504 del 1992 si evince che soggetto passivo dell'imposta può essere soltanto il proprietario o il titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile. Ne deriva che, non potendo ritenersi soggetto passivo dell'imposta il promissario acquirente sulla base del contratto preliminare ad effetti anticipati, in quanto mero detentore qualificato, tenuto al pagamento dell'imposta è unicamente il proprietario dell'immobile compromesso in vendita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria 07 giugno 2017.




Imposta di registro – Su sentenza di acquisto per usucapione – Debito solidale delle parti del giudizio – Divisione interna tra tutti i coobbligati – Esclusione – Gravame sulla sola parte acquirente – Affermazione

Nei rapporti interni tra i debitori, l’obbligazione tributaria afferente al trasferimento immobiliare conseguente alla sentenza che ha accertato l’intervenuta usucapione in favore di una parte processuale deve ritenersi sorta nell’interesse esclusivo del soggetto a vantaggio del quale è stato accertato l’acquisto della proprietà del bene: ciò ai sensi dell’art.1298 c.c., norma che è applicabile non soltanto alle obbligazioni solidali nascenti da contratto, ma anche alle obbligazioni ex lege venute ad esistenza non nell’interesse comune ma in quello di taluno dei coobbligati in solido.
Nei rapporti interni, l’obbligazione tributaria grava per intero sul debitore usucapente, che vi ha interesse esclusivo, mentre non grava affatto sul debitore che ha subito l’usucapione, trattandosi di soggetto che non vi ha interesse proprio.
Appare ragionevole applicare anche all’acquisto per usucapione il principio sancito dall’art.1475 c.c. che fissa, nel rapporto con l’alienante. L’obbligo del compratore di pagare l’imposta di registro quale spese inerente alla vendita, mentre la solidarietà tra i contraenti vale solo nei rapporti con l’amministrazione tributaria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Appello Brescia 22 maggio 2017.




Riscossione mediante ruoli - Iscrizione a ruolo - Cartella di pagamento - Notifica - Fallimento in estensione del socio illimitatamente responsabile - Notifica al solo curatore - Insufficienza - Fattispecie

In tema di fallimento di società di persone e dei soci illimitatamente responsabili, l'atto impositivo, se inerente a crediti tributari i cui presupposti si siano determinati prima della dichiarazione di fallimento del contribuente o nel periodo d’imposta in cui tale dichiarazione è intervenuta, deve essere notificato non solo al curatore ma anche al contribuente personalmente fallito, il quale, restando esposto ai riflessi, anche sanzionatori, conseguenti alla definitività dell’atto impositivo, è eccezionalmente abilitato ad impugnarlo. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato l'accoglimento dell'impugnazione dell'avviso di mora, proposta dal socio illimitatamente responsabile e fallito in proprio, cui non era stata notificata la prodromica cartella di pagamento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria 29 marzo 2017.



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