Tributario
Il Caso.it, Sez. Articoli e Saggi - Data pubblicazione 29/08/2026
La tassazione degli extra profitti: è possibile definirli e stimarli?
Gianfranco Capodaglio, già professore ordinario di economia aziendale nell'Università di Bologna, dottore commercialista e revisore legaleIn questi giorni, sia in Italia che in Europa, si parla dell’opportunità di tassare gli “extra profitti” generati dal “caro petrolio”, analogamente a quanto si è discusso sui profitti delle imprese farmaceutiche nell’era COPVID 19. Ora, però, ci si chiede soprattutto come calcolare, o definire, tali eventuali imponibili; ci si chiede se l’extra sia la differenza fra i profitti realizzati e quelli “normali”, ma, così, si ritorna accapo: quali sono quelli normali? Quelli medi degli ultimi anni? Ma medi di chi? Della singola impresa, del settore, della filiera, o di che altro?
Chi pone queste domande, così come chi tenta di dare risposte, normalmente si riferisce al “profitto” (rectius “reddito”) risultante dal bilancio, che normalmente non fornisce informazioni utili alle risposte in oggetto.
C’è però un fenomeno noto a tutti noi, che potrebbe fornire un aiuto: tutti abbiamo notato e la stampa l’ha continuamente segnalato, che, in caso di aumento del prezzo del petrolio sui mercati mondiali, immediatamente il prezzo di benzina e gasolio ai distributori aumenta, mentre nel caso contrario la discesa di teli prezzi al dettaglio è molto più lenta. Non v’è dubbio che il fenomeno produca profitti anomali, non rilevabili, però, nei bilanci. Le imprese bene organizzate possiedono uno strumento poco noto al pubblico, costituito dalla contabilità analitica, che consente di rilevare costantemente il valore delle giacenze di magazzino, per cui è agevole ricostruire a che prezzo sono stati venduti i prodotti che, al momento della vendita, avevano un certo costo. Diviene così incontrovertibile il provento dell’effetto speculativo: adeguando i prezzi di vendita ai nuovi costi d’acquisto per prodotti ottenuti a costi inferiori può essere definito “extra profitto”, dato che, nel caso di diminuzione del prezzo del petrolio non si segue un analogo procedimento.
Siccome è inimmaginabile che il fenomeno riguardi solo i gestori dei distributori, è lecito ritenere che esso sia presente nell’intera filiera e riguardi soprattutto gli operatori “a monte”, ai quali si potrebbe applicare una sovra imposta sull’imponibile come prima calcolato.
Un’ultima considerazione: la imprese che adottano i principi contabili internazionali normalmente utilizzano un sistema contabile che unisce la contabilità analitica e quella generale; per esse è più agevole ricostruire il calcolo sopra indicato.



