Crisi d'Impresa e Insolvenza


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 34386 - pubb. 04/03/2026

Concordato semplificato: l'apporto di finanza esterna può essere ontologicamente estranea alla struttura del piano?

Tribunale Bergamo, 05 Febbraio 2026. Pres. Scibetta. Est. Randazzo.


Offerta del terzo – Finanza esterna – Limiti strutturali



L’impegno di un terzo a corrispondere il prezzo indipendentemente dall’esistenza giuridica del bene trasforma la liquidazione in un apporto di finanza esterna volontaria, ontologicamente estranea alla struttura del piano di concordato semplificato.


[Nel caso concreto, il Collegio ha ritenuto dirimente la circostanza che la titolarità del ramo d’azienda oggetto di liquidazione fosse sub iudice in un giudizio pendente. Tale situazione è stata qualificata come “alea giuridica qualificata”, non riconducibile a un rischio fisiologico, in quanto incidente sull’esistenza stessa del bene nel patrimonio del debitore. Un eventuale esito sfavorevole del giudizio avrebbe infatti reso giuridicamente impossibile la vendita dell’asset e fatto venir meno l’unica fonte di provvista per i creditori. Il Tribunale ha inoltre escluso che potesse superare tale criticità l’impegno del terzo offerente ad acquistare il diritto controverso o a corrispondere comunque il prezzo anche in caso di esito negativo della lite, rilevando che una simile struttura trasformerebbe la liquidazione del bene in un apporto di finanza esterna volontaria, priva di ancoraggio al patrimonio del debitore e, come tale, incompatibile con la struttura del concordato semplificato. Il piano, così congegnato, è stato ritenuto esposto a un rischio esecutivo non fisiologico.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)



Massimario Ragionato della Composizione negoziata della crisi ->


Testo Integrale