Crisi d'Impresa e Insolvenza


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 35317 - pubb. 21/10/2026

Liquidazione giudiziale: esercizio provvisorio, assenza di pregiudizio per i creditori e valore della chance di conservare l’attivo aziendale

Tribunale Brescia, 24 Agosto 2026. Est. Perilli.


Liquidazione giudiziale - Esercizio provvisorio - Assenza di pregiudizio per i creditori - Liquidazione atomistica - Comparazione


Liquidazione giudiziale - Esercizio provvisorio - Attività necessaria alla conservazione di un credito - Incertezza dell’incasso - Chance - Valutazione economica


Liquidazione giudiziale - Esercizio provvisorio - Autorizzazione successiva all’apertura - Comitato dei creditori non costituito - Urgenza - Provvedimento del giudice delegato



Nell’esercizio provvisorio disposto ai sensi dell’art. 211 CCII, il requisito dell’assenza di pregiudizio per i creditori deve essere verificato comparando i costi della prosecuzione dell’attività con i benefici derivanti dalla conservazione e dalla successiva riallocazione del complesso aziendale, in modo che i creditori non ricevano un valore di liquidazione inferiore a quello conseguibile attraverso la liquidazione atomistica dei beni.


Quando la prosecuzione dell’attività costituisca il presupposto per conservare la possibilità di conseguire rilevanti poste attive, l’incertezza circa il loro futuro incasso impedisce di assumere nel giudizio di convenienza il relativo valore nominale, ma non esclude che debba essere considerato il valore economico della chance di conseguirle, quale situazione giuridica autonoma e componente attuale del patrimonio del debitore, da comparare con i costi dell’esercizio provvisorio.


Qualora ragioni di urgenza rendano incompatibile l’attesa della costituzione e del funzionamento del comitato dei creditori con la necessità di assumere tempestivamente la decisione sulla prosecuzione dell’impresa, il giudice delegato può provvedere sull’esercizio provvisorio ai sensi dell’art. 140, comma 4, CCII, in luogo del comitato non ancora costituito, ferma la necessità di assicurare un’adeguata informazione sull’andamento della gestione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)



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