Diritto Civile


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 35369 - pubb. 10/01/2020

Decorrenza della prescrizione del risarcimento del danno da contagio e percepibilità del danno ingiusto

Cassazione civile, sez. III, 21 Febbraio 2003, n. 2645. Pres. Carbone. Est. Manzo.


Fatto illecito - Prescrizione - Art. 2947, comma 1, c.c. - Decorrenza - Percezione o percepibilità del danno ingiusto - Imputabilità a un terzo


Danno da contagio - Vaccinazione - Prescrizione - Decorrenza - Conoscibilità della causa del contagio - Diffusione delle conoscenze scientifiche



Ai fini dell’art. 2947, comma 1, c.c., il «fatto» comprende la condotta e l’evento dannoso. Per segnare l’inizio della prescrizione deve essere percepito, o percepibile con l’ordinaria diligenza, non nella sua mera realtà fenomenica. Conta la percezione delle circostanze che rendono il danno ingiusto in quanto imputabile al comportamento doloso o colposo di un terzo.


La prescrizione del diritto al risarcimento del danno da malattia contratta per contagio non decorre da quando la malattia si manifesta. Decorre da quando la malattia è percepita, o percepibile con l’ordinaria diligenza e secondo le conoscenze scientifiche dell’epoca, come danno ingiusto causato dal comportamento di un terzo. (Nella specie, la poliomielite era stata contratta da soggetti vaccinati.) (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)




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